giovedì, maggio 27, 2010

"Sono venuto al mondo con la pelle color bronzo..."



Grande Spirito, preservami dal giudicare un uomo non prima di aver percorso un miglio nei suoi mocassini.
Guerriero Apache anonimo

Sono venuto al mondo con la pelle color bronzo. Molti miei amici sono nati con la pelle gialla, nera o bianca. Ci sono fiori dai colori diversi ed ognuno di essi é bello. Io spero che i miei figli vivano in un mondo in cui tutti gli uomini, di ogni colore, vadano d'accordo e lavorino insieme, senza che la maggioranza cerchi di uniformare gli altri al proprio volere.
Tatanga Mani

Chi vuol essere un uomo giusto deve rispettare tutte le forme di vita su questa terra, il cielo, la luna, il sole, le stelle e quello che la natura ci dà. Se a casa sua arriva qualcuno ed é povero, gli deve dare alloggio, da mangiare e da vestire. Così si dovrebbe comportare un uomo giusto.
(dal compito scritto di un bambino di 12 anni: Kim Katsitsiosta)

Tratta tutti gli uomini come se fossero tuoi parenti.
Proverbio Navajo

"Nel cuore di ogni uomo è radicato un appetito spirituale per una fede assoluta, duratura
e positiva in un'esistenza futura. Essa lo rende tranquillo. Una fede di questo tipo è la base
indispensabile della personalità. Ma un buon numero di giovani non hanno quest'ancora di
salvezza per la propria anima."
Thomas Wildcat Alford, Shawnee

"Nascere uomo su questa terra è un incarico sacro. Abbiamo una responsabilità sacra,
dovuta a questo dono eccezionale che ci è stato fatto, ben al di sopra del dono
meraviglioso che è la vita delle piante, dei pesci, dei boschi, degli uccelli e di
tutte le creature che vivono sulla terra. Noi siamo in grado di prenderci cura di loro".
Shenandoah

"Lungo il cammino delle vostra vita fate in modo di non privare gli altri della felicità.
Evitate di dare dispiaceri ai vostri simili ma, al contrario, vedete di procurare loro gioia
ogni volta che potete!"
Proverbio Sioux

Gli anziani meritano il massimo rispetto, perché ci hanno tramandato le tradizioni,
la cultura e la Lingua. Essi ancora oggi, con la loro saggezza, ci aiutano a rendere
migliore la nostra vita.
Sinta Glesha

"Non è come nasci, ma come muori, che rivela a quale popolo appartieni".
Alce Nero, 1890

"Io una volta pensai di essere l'unico uomo che continuava ad essere amico dell'uomo bianco, ma da quando sono venuti e hanno vuotato le nostre tende, rubato i cavalli e ogni altra cosa, è difficile per me credere ancora agli uomini bianchi".
Pentola Nera dei Cheyenne meridionali

giovedì, maggio 20, 2010

Ho pena delle stelle



Ho pena delle stelle
che brillano da tanto tempo,
da tanto tempo...
Ho pena delle stelle.
Non ci sarà una stanchezza
delle cose,
di tutte le cose,
come delle gambe o di un braccio?
Una stanchezza di esistere,
di essere,
solo di essere,
l'essere triste lume o un sorriso...
Non ci sarà dunque,
per le cose che sono,
non la morte, bensì
un'altra specie di fine,
o una grande ragione:
qualcosa così, come un perdono?

(Fernando Pessoa)

venerdì, maggio 14, 2010

"Nella storia dei celti non c' è solo l' epopea della ribellione a Roma. Si sofferma lì chi legge unicamente i fumetti di Asterix."



Articolo tratto da La Repubblica — 15 settembre 1996 - pagina 7

ROMA - Druidi e ampolle. Il grande fiume che rigenera. La Dea Sole. Dovendo fondare un movimento politico o addirittura uno Stato indipendente, si hanno davanti due strade: ricostruire una storia cercando nelle sue pieghe il filo dell' identità oppure costruire una simbologia, un apparato di miti. Umberto Bossi ha imboccato ruvidamente la seconda. E ha scelto, per il battesimo padano, il repertorio rituale degli antichi celti. Ma che fondamento storico ha questo impianto mitologico? Franco Cardini, studioso dell' età medioevale, ha pochi dubbi: "Nessun fondamento. Però non è tutta qui la questione". E cos' altro c' è? "Lo storico Lucien Febvre diceva che l' uomo non ricorda, ma ricostruisce di continuo. Non importa se la realtà mitica usata per trovare una propria identità corrisponda ai dati di fatto. Bisogna vedere se funziona allo scopo. In ogni caso mi meraviglia che abbiano adottato i celti, la cui storia rimanda più all' idea di integrazione che non di secessione". "Mi sembra un pastone, un assemblaggio di frammenti", incalza Enzo Pace, sociologo delle religioni. "Nella storia dei celti non c' è solo l' epopea della ribellione a Roma. Si sofferma lì chi legge unicamente i fumetti di Asterix". Ma i riti celebrati sul Po corrispondono a quelli degli antichi celti? "La loro era una religione politeista", risponde Pace, "fondata su due elementi, la fertilità e l' acqua. Accanto al dio supremo, raffigurato con le corna, c' è il dio Lugus, legato ai culti dell' acqua e all' idea di purificazione. Non credo sia casuale la coincidenza fra l' espulsione della cattolica Irene Pivetti e questo grande bagno nel paganesimo". I simboli accomunano, suggestionano. Qualcuno dice che ce n' è bisogno nel mercato asfittico delle idee. Sono un collante prepolitico e la storia ne fornisce copiosamente, con il rischio di inciamparci. Si fa confusione. Il Carroccio non compare quasi per nulla, forse è simbolo molto lombardo e poco padano... "Per questo, certamente, ma anche perché i Comuni del XII secolo non garantivano una comunanza etnica", spiega un altro medievista, Giuseppe Sergi. "Bossi è risalito più indietro per rintracciare una marcata diversità rispetto al Sud". Ma prima che ne parlasse Bossi, al Nord circolava il mito dei celti? "Non ha mai contato nulla", sostiene Pace. "La Liga veneta si rifaceva alla repubblica della Serenissima, evocava i leoni di San Marco, tutti simboli che ognuno vedeva raffigurati in insegne pubbliche, che poteva toccare scolpiti sui monumenti sui palazzi". "C' è un unico risvolto di una qualche raffinatezza", aggiunge Sergi. Quale, professore? "Mi sono sempre domandato perché dall' apparato mitico di Bossi manchino del tutto i longobardi, che in fondo sono l' unica presenza che in epoca medioevale inglobi le regioni del nord e la Toscana. Una risposta me la sono data: qualcuno della Lega deve essersi accorto che i longobardi, arrivati in Italia, abbandonarono il retroterra europeo, quei rapporti oltre le Alpi che a Bossi servono e che i celti assicurano. E poi c' è un altro motivo: i longobardi scesero anche al Sud e fondarono i ducati di Spoleto e di Benevento. Sarebbe stato un bel paradosso". - di FRANCESCO ERBANI

martedì, maggio 04, 2010

Attenti all'Uomo Bianco



Khartoum, 25 ottobre

A fine giornata, sorseggiando un karkadè, Elias (il capocantiere) mi racconta una storia divertente che mostra come i pregiudizi siano spesso soltanto dei punti di vista:

"Quando ero piccolo andavo al cinema del mio paese dove proiettavano i western americani. Guardando quei film mi ero fatto l'idea che i bianchi non facessero altro che menare le mani e sparare. Oltretutto mia madre mi diceva sempre: guarda che se non ti comporti bene chiamo l'uomo bianco che ti porta via!
Insomma, quando a dodici anni ho visto il primo bianco, sono scappato via terrorizzato gridando: attenti all'uomo bianco!"

Ridiamo, e io gli racconto che mia nonna mi spaventava allo stesso modo invocando l'uomo nero. Ridiamo di nuovo e ci accorgiamo che è davvero soltanto una questione di punti di vista.

(da "ATTENTI ALL'UOMO BIANCO - Emergency in Sudan: Diario di cantiere" di Raul Pantaleo)

mercoledì, aprile 28, 2010

Nessuno, assolutamente nessuno



All'improvviso oggi ho dentro una sensazione assurda e giusta. Ho capito, con una illuminazione segreta, di non essere nessuno. Nessuno, assolutamente nessuno. Nel balenio del lampo quella che avevo creduto essere una città era una radura deserta; e la luce sinistra che mi ha mostrato me stesso non ha rivelato nessun cielo sopra di essa. Sono stato derubato dal poter esistere prima che esistesse il mondo. Se sono stato costretto a reincarnarmi, mi sono reincarnato senza di me, senza essermi reincarnato.
Io sono la periferia di una città inesistente, la chiosa prolissa di un libro non scritto. Non sono nessuno, nessuno. Non so sentire, non so pensare, non so volere. Sono una figura di un romanzo ancora da scrivere, che passa aerea e sfaldata senza aver avuto una realtà, fra i sogni di chi non ha saputo completarmi.
Penso in continuazione, sento in continuazione; ma il mio pensiero è privo di raziocinio, la mia emozione è priva di emozione! Da una botola situata lassù, sto precipitando per lo spazio infinito, in una caduta senza direzione, infinitupla e vuota. La mia anima è un maelstrom nero, una vasta vertigine intorno al vuoto, un movimento di un oceano senza confini intorno ad un buco del nulla, e, nelle acque, che più che acque sono turbini, galleggiano le immagini di ciò che ho visto e scritto nel mondo: vorticano case, volti, libri, casse, echi di musiche e spezzoni di voci in un turbine sinistro e senza fondo. E io, proprio io, sono il centro che esiste soltanto per una geometria dell'abisso; sono il nulla intorno a cui questo movimento gira, come fine a se stesso, con quel centro che esiste solo perchè ogni cerchio deve possedere un centro. lo, proprio io, sono il pozzo senza pareti ma con la resistenza delle pareti, il centro del tutto con il nulla intorno.
E in me è come se l'inferno ridesse, senza neppure l'umanità di diavoli che ridono, la follia starnazzante dell'universo morto, il cadavere girante dello spazio fisico, la fine di tutti mondi che fluttua oscuramente al vento, disforme, fuori del tempo, senza un Dio che l'abbia creata, senza neppure se stessa che sta girando nelle tenebre delle tenebre, impossibile, unica, tutto.
Poter saper pensare! poter saper sentire!
Mia madre è morta molto presto, ed io non l' ho conosciuta...
Fin dal primo mattino, a dispetto della consuetudine solare di questa città chiara, un manto leggero di nebbia, indorato a poco a poco dal sole, avvolgeva la successione delle case, la mancanza di soluzione degli spazi, i dislivelli del terreno e degli edifici. Poi, al sopraggiungere del mattino pieno, la bruma leggera ha cominciato a sfilacciarsi e a dissolversi in maniera indefinibile con aliti di ombre di veli. Verso le dieci, soltanto l'azzurro torbido del cielo rivelava il passaggio della nebbia.
Con la caduta della maschera offuscante, il volto della città è risorto: come se una finestra si spalancasse, il giorno già alto si è alzato. Si è verificato un leggero cambiamento nel rumore di ogni cosa. Poi altri rumori si sono levati. Un'intonazione di azzurro si è insinuata persino nelle pietre delle strade e nell'aura impersonale dei passanti. Il sole era caldo, ma di un caldo ancora umido. La nebbia ormai inesistente lo filtrava in modo invisibile. Lo svegliarsi di una città, che avvenga con la nebbia o altrimenti, per me è sempre più commovente dello spuntare del giorno in campagna. Ci sono molte più cose che tornano alla vita, ci sono molte più cose da aspettarsi quando il sole, invece di limitarsi a indorare (prima di luce scura, poi di luce umida, infine di oro luminoso) i prati, le sporgenze degli arbusti, le palme delle mani delle foglie, moltiplica i suoi possibili effetti sulle finestre, sui muri, sui tetti [...]
Un'aurora in campagna mi fa star bene; un'aurora in città mi fa star bene e male, e perciò mi fa star meglio. Si, perchè la maggiore speranza che mi arreca possiede, come tutte le speranze, il sapore lontano e nostalgico di non essere realtà. Un mattino in campagna esiste; un mattino in città promette; il primo fa vivere; il secondo fa pensare. E io sentirò sempre, come i grandi maledetti, che è meglio pensare che vivere.

(da "IL LIBRO DELL'INQUIETUDINE DI BERNARDO SOARES", Fernando Pessoa)

giovedì, aprile 22, 2010

Erbe medicinali indiane



COMPASS OR PILOT PLANT (CANSISILA)
La radice di questa pianta si può trovare al di sopra del terreno e viene applicata sopra le ferite provocate Se viene bruciata provoca un fumo molto denso e può essere inalato a scopo di cura per il mal di testa.
Viene anche molto usata sopra le rocce calde nella capanna sudatoria.

SWEET FLAG ROOT OR BITTERROOT (SINKPE TAWOTE;ACORUS CALAMUS)
Questa radice è una delle maggiori medicine del popolo Lakota. viene masticata per curare il mal di denti e se preparata come una tisana cura il mal di gola.
Viene anche masticata e posta sulle pietre calde all'interno della capanna sudatoria in modo tale da provocare un vapore decongestionante: viene anche masticata dai cantori per portare energia alle loro voci.

BEARBERRY LEAF (WAHPE CANLI; ARCOSTAPHYLOS UVA URSI)
Conosciuta anche come Kinnikinnick, queste foglie saccate e tritate vengono mischiate co il cansasa e/o tabacco per fare una mistura da fumare.

FLAT CEDAR (HANBLE BLASKA; THUJA OCCIDENTALIS)
Nonostante questa pianta non si trova nell'area dei nativi è la specie di cedro preferita da bruciare come incenso per purificarsi durante le cerimonie.

LEAD PLANT (ZITKATA CAN; AMORPHA CANESCENS)
Lacerata e bagnata dalle foglie al fiore centrale era usata per alleviare indigestioni e tosse.

LOVAGE ROOT (CANLI ICAHYE)
Conosciuta anche come radice dell'orso, una piccola quantità di questa radice mischiata con cansasa, bearberry e/o tabacco fanno interamente un delizioso aroma e una mistura tradizionale da fumare.

OSHA ROOT
Una radice aromatica usata per alleviare tosse e mal di gola, anche conosciuta come radice del serpente e radice del ragno.
Qualche volta viene usata per aromatizzare le misture da fumo. Si trova in cima alle Rocky Mountains.

RED WILLOW BARK (CANSASA; CORNUS AMOMOMM, CORNUS STOLONI FERA)
La corteccia del salice rosso viene raschiata la parte interna e si ottiene l'ingrediente di base della tradizionale mistura da fumare. La cansasa è comunemente mischiata con bearberry e un piccolo pezzetto di lovage root.

SAGE (PEJI HOTA; ARTEMISIA LUDOVICIANA)
La salvia è una pianta che cresce in tutta la prateria. E' disponibile stagionalmente. E' un'altra medicina comunemente usata da tutte le tribù delle praterie, viene bruciata cosi da creare un fumo usato per purificare. Praticamente viene usata in ogni cerimonia.

SASSAFRAS BARK (CAN HANSA; LAURUS SASSAFRAS)
Le tribù dell'est usavano questa corteccia aromatica per preparare un infuso per purificare il sangue e come tonico generale. Gusto eccellente.

SUMAC (CANZI; RHUS GLABRA)
Queste foglie venivano usate come aroma personale nelle misture per fumare.

SWEET GRASS (PEJI WAKANGA; HIEROCHLOE ODORATA)
Bruciata produce un dolce profumo, usata per purificare insieme con la salvia nelle cerimonie fa parte del tradizionale equipaggiamento deposta in una borsa per medicina.

GUMWEED (PTE ICI YUHA; GRINDELIA SQUARROSA)
Tisana preparata con foglie e fiore usata per alleviare indigestioni e tosse.

VERVAINE (PEJUTA TO; VERBENA HASTATA)
Infuso preparato con foglie e fiori usato per sonnolenza e per tutelarsi dal freddo.

martedì, aprile 13, 2010

Corpo, ludibrio grigio



Corpo, ludibrio grigio
con le tue scarlatte voglie,
fino a quando mi imprigionerai?
anima circonflessa,
circonfusa e incapace,
anima circoncisa,
che fai distesa nel corpo?

Alda Merini, da "La Terra Santa"

martedì, aprile 06, 2010

Druidi e cipolle



Le cipolle sono meglio degli astri

Repubblica — 20 giugno 2009 pagina 1 sezione: MILANO

BRANKO può appendere i tarocchi al chiodo. Nel mondo che sta virando verso il verde e dove persino Michelle Obama e la Regina Elisabetta - causa crisi - si coltivano carote e zucchine nell' orto di casa, anche l' arte della divinazione sta torna ad affidarsi ai prodotti della terra. Allineamenti degli astri, ascendenti zodiacali, cuspidi e maghi stile Do Nascimento non servono più a niente. Il futuro in amore, grazie alle antiche leggi della crommiomanzia, si legge (risparmiando parecchio) nella cipolla. Il rituale è lo stesso praticato millenni fa dai druidi: nella notte del solstizio estivo - quella tra oggie domani- si incide sull' alliacea il nome dell' amata (o dell' amato). Poi la si pianta in un terreno umido. Se germoglia, dice la saggezza popolare, il sentimento è corrisposto. Mentre il vigore della crescita successiva è lo specchio fedele di robustezza e durata del rapporto. Se l' or (t) oscopo dà responso negativo, invece, inutile prendersela. Anche per Branko, in fondo, il futuro non è sempre rosa. E le cipolle, si sa, a volte fanno piangere. - ETTORE LIVINI

martedì, marzo 23, 2010

L'Abisso



Tra me e la mia coscienza
c'è un abisso
nel cui fondo invisibile scorre
il rumore di un fiume lontano dai soli,
il cui suono reale è cupo e freddo -
Ah, in qualche punto del pensare della nostra anima,
freddo e scuro e incredibilmente vecchio,
in se stesso e non nella sua dichiarata apparenza.

Il mio ascoltare è diventato il mio vedere
quel sommerso fiume senza luogo.
Il suo rumore silenzioso libera sempre
il mio pensiero dal potere del mio pensiero di sognare.
Una temibile realtà appartiene
a quel fiume di mute, astratte canzoni
che parlano della non realtà
del suo andare verso nessun mare.
Ecco! Con gli occhi del mio sognato sentire
io sento il non visto fiume trasportare
verso dove non va tutte le cose
di cui è fatto il mio pensiero - il Pensiero
in Sé, e il Mondo, e Dio, che
fluttuano in quell'impossibile fiume.

Ah, le idee di Dio, del Mondo,
di Me stesso e del Mistero,
come da uno sconosciuto bastione colpito,
scorrono con quel fiume verso quel mare
che non ha raggiunto né raggiungerà mai
e apparterrà al suo moto legato alla notte.
Oh, ancora verso quel sole su quella spiaggia
di quell'inattingibile oceano!


Fernando Pessoa

lunedì, marzo 15, 2010

Alce Nero: Il simbolismo del Centro e delle direzioni dello spazio



Per cercare di comprendere la visione di Alce Nero è necessario ricorrere al simbolismo geometrico e, più in particolare, al simbolismo della croce. Tale simbolismo si trova espresso e sviluppato nei rituali e nei simboli massonici dei vari gradi, soprattutto in quello di maestro, dove la croce compare raffigurata nel Quadro di Loggia.
La croce è un simbolo presente in tutte le tradizioni regolari e ortodosse, risalendo alla Tradizione Primordiale, la tradizione unica delle origini di cui tutte le tradizioni storiche secondarie non sono che la derivazione e il riflesso.
Posta verticalmente essa rappresenta "il modo" in cui viene effettuata la realizzazione dell'Uomo Universale, mediante “la perfetta comunione della totalità degli stati dell'Essere gerarchizzati in modo armonico e conforme, nel loro sviluppo integrale secondo i due sensi della “Ampiezza” e della “Esaltazione"”[22].
L'esistenza universale comprende una moltitudine indefinita di gradi o mondi, cui corrispondono degli stati dell’Essere, compresi nella sintesi totale dell'Uomo Universale.
Il braccio orizzontale di una croce a due dimensioni rappresenta lo stato umano (senso dell'ampiezza). Il braccio verticale della stessa rappresenta la moltitudine indefinita degli altri stati dell'essere, superiori ed inferiori allo stato umano, sovrapposti in ordine gerarchico (senso dell'esaltazione). Gli stati dell’essere superiori a quello umano possono essere individuali o sopraindividuali ( corrispondono a questi ultimi gli stati angelici o, secondo la terminologia indù, dei Deva) mentre gli stati inferiori si possono dire infraumani (come quelli titanici, o degli Asura).
Il braccio verticale della croce incontra quello orizzontale in un punto che diviene, in un processo iniziatico avente per supporto lo stato umano, il centro dello stato umano stesso.
Se si concepisce una croce posta su un piano orizzontale che abbia lo stesso centro della precedente croce verticale, si ottiene una “ croce a tre dimensioni, croce i cui rami sono orientati secondo le sei direzioni dello spazio; queste ultime corrispondono ai sei punti cardinali [nord, sud, est, ovest, zenit e nadir] che con il centro formano il settenario”[23].
Prendendo in considerazione il solo stato umano, si può concepirlo come un piano orizzontale attraversato da due rette aventi direzione nord-sud ed est-ovest, che si incrociano in un punto situato al centro di una serie indefinita di cerchi concentrici, rappresentanti le differenti modalità dello stato umano[24].
Alla luce di queste nozioni sul simbolismo della croce, la frase del rituale inglese secondo cui, aperti i lavori, la Loggia è "debitamente aperta sul centro" acquista un significato profondissimo. L’importanza di tale riferimento, e di quello al simbolismo delle direzioni dello spazio, emerge in tutta la sua evidenza da un passo del rituale Emulation di apertura del terzo grado, in cui si menziona una marcia da Oriente ad Occidente intrapresa allo scopo di recuperare i segreti perduti dei liberi muratori, i quali sono conservati nel Centro, punto collocandosi nel quale il maestro libero muratore non può smarrirsi.[25]

Così recita il rituale Emulation:

M. Ven. ...
– Fratello Secondo Sorvegliante, da dove venite?

Sec. Sorv. – Dall’Oriente.

M. Ven. – Fratello Primo Sorvegliante, verso quale direzione siete incamminato?

Pr. Sorv – Verso Occidente.

M. Ven – (al Sec. Sorv.)
Quale motivo vi ha indotto a lasciare l’Oriente per andare verso l’Occidente?

Sec. Sorv - La ricerca di quanto venne smarrito e che noi, grazie alle vostre istruzioni e alla nostra assiduità, speriamo di ritrovare.

M. Ven. – (al Pr. Sorv.)
Che cosa fu perduto?

Pr. Sorv – I segreti genuini del Maestro Muratore.

M. Ven. – (al Sec. Sorv.)
In che modo furono perduti?

Pr. Sorv. – A causa della prematura morte del nostro Mestro Hiram Abif

M. Ven – (al Pr. Sorv.)
Dove sperate i poterli ritrovare?

Pr. Sorv. – Nel Centro

M. Ven. – (al Sec. Sorv.)
Che cos’è un Centro?

Sec. Sorv. – Un punto all’interno di un cerchio, dal quale ciascun punto della circonferenza è equidistante.

M. Ven. –(al Pr. Sorv.)
Perché nel Centro?

Pr. Sorv. – Perché è un punto, quello partendo dal quale nessun Maestro Muratore può smarrirsi.

M. Ven. –Noi vi assisteremo a riparare quella perdita e voglia il Cielo aiutare i nostri sforzi congiunti.

Ex-M. Ven – Così sia

M. Ven. – Fratelli, in nome dell’Altissimo, dichiaro la Loggia debitamente aperta sul Centro, per i lavori della Libera Muratoria del Terzo Grado
Il Centro menzionato nel rituale Emulation è appunto il centro dello stato umano, raggiungendo il quale è possibile dominare tutto lo stato umano stesso ed ascendere agli stati superiori dell’Essere.[26]
La realizzazione iniziatica completa è la realizzazione "effettiva" della totalità dell'Essere. Essa consta di due fasi: una prima fase di sviluppo orizzontale delle possibilità dello stato umano nella sua integralità e d’identificazione col centro dello stesso; una seconda fase in cui l'iniziato, dal centro dello stato umano, si eleva agli stati superiori dell'Essere, i quali non costituiranno essi stessi che delle tappe, poiché l'itinerario iniziatico si concluderà solo con l'integrazione della totalità degli stati molteplici dell’Essere, meta finale che la dottrina indù chiama "Liberazione" e quella del sufismo "Identità suprema".
La prima fase d’identificazione col centro dello stato umano coincide con la realizzazione dei Piccoli Misteri, cioè con la reintegrazione dell’iniziato nello stato edenico dell’Adamo primordiale prima della caduta: qui termina il lavoro massonico considerato in senso stretto, essendo la massoneria una organizzazione iniziatica dei Piccoli Misteri.[27]
Non termina però il lavoro di realizzazione iniziatica, in quanto al compimento dei Piccoli Misteri, cioè al conseguimento della maestria nello stato umano, deve seguire quello dei Grandi Misteri, costituiti dalla realizzazione completa, in verticale e in orizzontale, dell'Uomo Universale.
Nella tradizione massonica la transizione dai piccoli ai grandi misteri è simboleggiata dal passaggio “dalla massoneria della squadra alla massoneria dell’arco” e dal simbolismo dell’ “esaltazione”. Tali simbolismi si ritrovano nel grado inglese del Royal Arch, in cui è accennata l’apertura verso i Grandi Misteri[28].
Conclusioni
Nella visione di Alce nero i simbolismi delle direzioni dello spazio, del cerchio e del centro del mondo hanno un’importanza sovraeminente, così come del resto la hanno in tutte le tradizioni ortodosse, nella massonica prima fra tutte .
Vi compaiono anche altri importanti temi: quello della terra sacra, quello del centro spirituale inteso come centro della stessa, e infine quello di una figura di carattere soteriologico destinata a incarnare pienamente la tradizione restaurandola nella sua iniziale perfezione, anche attraverso atti “di giustizia” di carattere esteriore. Tale figura è presente, con le stesse caratteristiche, in quasi tutte le tradizioni storiche: come Cristo della seconda venuta nel cristianesimo e nell’islam (che sarà preceduto, secondo quest’ultima tradizione, dalla figura riordinatrice e rettificatrice del Mahdi), come Kalki Avatara nell’induismo, come Shaoshant nello zoroastrismo.
Tutti questi temi non appartengono, nella loro essenza simbolica, alle singole tradizioni, ma sono in esse il riflesso degli archetipi universali della Tradizione Primordiale.
In ciò risiede, in ultima analisi, l’importanza e il fascino della visione di Alce nero, che ci è stata preservata e consegnata grazie all’opera del fratello libero muratore John Neihardt, che l’ha saputa in modo così luminoso raccogliere ed interpretare.
[1] ed. Adelphi, 1968
[2] ed. Bompiani, 1986
[3] Il sesto antenato. I testi originali degli insegnamenti di Alce Nero, a cura di Raymond De Mallie, pag 106, ed. Xenia, 1996
[4] vedi William K. Powers, Oglala religion, pag. 86-88, The university of Nebraska press, 1975,1977, Bison Books Printing 1982
[5] Non si può tacere il fatto che moltissimi degli ufficiali e dei soldati dell’esercito degli Stati Uniti d’America a quel tempo erano massoni, così come molti dei dirigenti politici di quel paese. Una spiegazione profonda della tragedia del genocidio dei pellerossa, col susseguirsi di nefandezze ed orrori che la caratterizzò, consiste nel leggervi uno degli ultimi episodi del conflitto millenario fra i popoli nomadi e quelli sedentari, con le loro rispettive tradizioni, conflitto che vede inevitabilmente i popoli nomadi soccombere (vedi l’articolo di René Guénon “Caino e Abele” in “il Regno della Quantità e i Segni dei Tempi”, pag. 141-147, ed. Adelphi, 1982). Questa realtà della storia tradizionale, per quanto possa apparire ingiusta e inaccettabile sul piano meramente umano, rientra nel misterioso piano del Grande Architetto dell’Universo, in cui gli squilibri parziali sono parti di un superiore equilibrio totale.
[6] Il sesto antenato. I testi originali degli insegnamenti di Alce Nero, a cura di Raymond De Mallie, pag. 43-44
[7] L’arcobaleno, nel simbolismo tradizionale, “è il ponte che collega il mondo sensibile con quello sovrasensibile” (René Guénon, Il re del mondo, pag. 19, ed. Adelphi, 1977)
[8] Il sesto antenato, pag. 61
[9] Il sesto antenato, pag. 146
[10] ibidem pag. 148
[11] vedi René Guénon, Il Re del Mondo, pag. 30-31
[12] Il sesto antenato, pag. 157
[13] ibidem pag. 160
[14] ibidem pag. 162
[15] ibidem pag. 164
[16] ibidem pag. 165
[17] ibidem, pag. 166
[18] ibidem pag. 168-173
[19] Alce nero parla, pag. 275, ed. Adelphi, 1988
[20] Il sesto antenato, pag. 76-80
[21] Alce nero parla, pag. 47-48
[22] René Guénon, Il Simbolismo della Croce, pag. 29, ed. Luni, 1998
[23] ibidem, pag. 36
[24] ibidem pag. 107
[25] Emulation Ritual - Grado di Maestro Libero Muratore, pag. 12-13, G.O.I. ed. Erasmo 2004
[26] Non a caso, nel rito di fondazione della città romana antica, dopo aver individuato un punto atto a rappresentare il centro della città si descriveva un cerchio, poi si determinavano i due punti corrispondenti all'Est e all'Ovest individuando così il Decumano, indi, attraverso la nota costruzione con compasso, si individuavano il Nord e il Sud, ottenendo il Cardo.
[27] vedi l’articolo di René Guénon “Riunire ciò che è sparso” né Simboli della Scienza Sacra, pag. 259-262, ed. Adelphi, 1978
[28] vedi l’articolo di René Guénon “La pietra angolare” in Simboli della Scienza Sacra, pag. 238-250, ed Adelphi