lunedì, ottobre 25, 2010

Ho avuto desideri, ma mi è stata negata la ragione di averli

Ho avuto desideri, ma mi è stata negata la ragione di averli. Per ogni cosa ho esitazione, spesso senza sapere perché.. Non ho mai avuto l'arte di vivere in maniera attiva. Ho sempre sbagliato i gesti che nessuno sbaglia. Ho sempre fatto il possibile per tentare di fare quello che tutti sanno fare. Voglio sempre ottenere ciò che gli altri riescono a ottenere senza volerlo.
Fra me e la vita ci sono sempre stati dei vetri opachi... Non ho mai saputo se era eccessiva la mia sensibilità per la mia intelligenza o la mia intelligenza per la mia sensibilità.
Ho tardato sempre. Non so per quale delle due ho tardato: forse per entrambe, o per l'una o per l' altra. O forse la terza ha tardato.

...

Ma l'esclusione che mi sono imposto dagli scopi e dai movimenti della vita; la rottura che ho cercato del mio contatto con le cose mi hanno portato precisamente verso ciò che cercavo di evitare. Io non volevo sentire la vita nè toccare le cose, sapendo con l' esperienza del mio temperamento al contagio del mondo che la sensazione della vita era sempre dolorosa per me. Ma evitando quel contatto mi sono isolato, e nell'isolarmi ho esacerbato la mia sensibilità già eccessiva. Se fosse possibile interrompere completamente il contatto con le cose, ciò gioverebbe alla mia sensibilità. Ma quell'isolamento totale non può avvenire. Per quanto faccia poco, respiro, per quanto poco agisca, mi muovo. E cosí, riuscendo a esacerbare la mia sensibilità attraverso l'isolamento, sono riuscito a fare in modo che i più piccoli fatti, che prima non avrebbero avuto importanza per me, mi ferissero come catastrofi. Ho sbagliato il metodo di fuga. Sono fuggito, attraverso uno scomodo stratagemma, verso lo stesso luogo dov' ero, con la fatica del viaggio che si è aggiunta al disgusto di vivere in quel luogo.
Non ho mai considerato il suicidio come una soluzione perchè io odio la vita per l'amore che sento per essa. Mi ci è voluto del tempo a capire il penoso equivoco in cui vivo con me stesso. Una volta convinto mi sono addolorato, cosa che mi succede ogni volta che mi convinco di qualcosa, perchè la convinzione per me è sempre la perdita di un'illusione. Analizzando la volontà, l'ho uccisa. Chi mai mi restituirà l'infanzia precedente alla mia analisi, anche se precedente alla volontà!
Nei miei parchi, morto sonno, c'è la sonnolenza delle vasche sotto il sole alto quando i rumori degli insetti si infoltiscono, e mi pesa vivere, non come una pena, ma come un dolore fisico da estinguersi.
Palazzi lontanissimi, parchi assorti, la strozzatura dei viali in lontananza, la grazia morta delle panchine di pietra per coloro che sono stati: pompe morte, grazia sfatta, orpello perduto. Mia ansia che dimentico, potessi almeno recuperare la pena con cui ti ho sognato.

(Fernando Pessoa, Il Libro dell'Inquietudine di Bernardo Soares)


sabato, ottobre 16, 2010

La terra non appartiene all'uomo, è l'uomo che appartiene alla terra



"La donna é sacra. Noi rispettiamo le madri, le sorelle, le mogli, le figlie, le nipoti.
Sono le donne che ci danno la vita, che ci nutrono e che ci insegnano a camminare e a parlare.
Gli uomini sono i loro occhi, le loro orecchie, la loro bocca".

Birgil Kills Straight


"La terra non appartiene all'uomo, è l'uomo che appartiene alla terra".

Attle - Duwamish


"Non sapevo in quel momento che era la fine di tante cose.
Quando guardo indietro, adesso, da questo alto monte della mia vecchiaia, ancora vedo
le donne e i bambini massacrati, ammucchiati e sparsi lungo quel burrone a zig-zag,
chiaramente come li vidi coi miei occhi da giovane. E posso vedere che con loro morì
un'altra cosa, lassù, sulla neve insanguinata, e rimase sepolta sotto la tormenta.
Lassù morì il sogno di un popolo. Era un bel sogno... il cerchio della nazione è rotto
e i suoi frammenti sono sparsi. Il cerchio non ha più centro, e l'albero sacro è morto".

Alce Nero


"Quando al mattino ti svegli, ringrazia il tuo Dio per la luce dell'aurora, per la vita
che ti ha dato e per la forza che ritrovi nel tuo corpo. Ringrazia il tuo Dio anche per
il cibo che ti dà e per la gioia della vita. Se non trovi un motivo per elevare una preghiera
di ringraziamento, allora vuol dire che sei in errore".

Tecumseh -Shawnee


"La mia mano non è del colore della tua, ma se mi pungo uscirà sangue e sentirò dolore.
Il sangue è dello stesso colore del tuo, Dio mi ha fatto e sono un uomo".

Orso in Piedi


"Grande Spirito, preservami dal giudicare un uomo non prima di aver percorso un miglio nei suoi mocassini".

Guerriero Apache anonimo


"Gli anziani meritano il massimo rispetto, perché ci hanno tramandato le tradizioni,
la cultura e la lingua. Essi ancora oggi, con la loro saggezza, ci aiutano a rendere
migliore la nostra vita".

Sinta Glesha


"Senza la Madre Terra non saremmo qui, eppure la stiamo uccidendo, stiamo
distruggendo l'aria, l'acqua, stiamo prendendole tutti i suoi poteri naturali,
poteri che possono essere un elemento devastante per la nostra vita, non solo
quella dei Lakota, ma quella di tutti gli esseri umani".

Birgil Kills Straight - Lakota


"Ci sono quattro strade che possono portarti dove vuoi andare. La prima ti conduce dove
ti manda il tuo primo pensiero. Non è la strada giusta. Rifletti un poco.
Affronti allora la seconda. Rifletti nuovamente ma non scegli ancora.
Finalmente, alla quarta riflessione tu sarai sulla strada giusta.
Così non rischierai più nulla. Qualche volta, lascia passare una giornata prima di risolvere il tuo problema".

Diablo, Apache della Montagna Bianca

giovedì, ottobre 07, 2010

I druidi? Una religione come le altre



3 ottobre 2010

LONDRA- Panoramix sarebbe orgoglioso. Il druidismo è stato riconosciuto per la prima volta come religione ufficiale in Gran Bretagna, migliaia di anni dopo l'arrivo dei culti pagani celtici nell'Europa settentrionale. Gli eredi dei sacerdoti druidi di un tempo, che continuano a venerare il sole, la terra, i tuoni e gli spiriti delle montagne e dei fiumi, quest'anno potranno festeggiare il solstizio d'estate a Stonehenge con un meritato senso di rivincita.
Dopo quattro anni di studi e indagini sui druidi, la Charity Commission, l'ente pubblico che vigila sulle pratiche religiose, ha deciso di concedere loro lo status di religione alla pari del cristianesimo, la cui ascesa molti anni fa li aveva condannati all'irrilevanza. Nel suo verdetto la Commissione riconosce che il druidismo è «un'antica religione pagana coerente e positiva» che venera la natura e soprattutto il sole e la terra e che «promuove la fede religiosa svolgendo un benefico ruolo sociale».
The Druid Network, l'organizzazione che aveva presentato la domanda per il riconoscimento formale, ha espresso soddisfazione per aver vinto «una lunga e dura battaglia». Il Network ha solo 350 membri a pieno titolo, ma i seguaci del movimento sono oltre diecimila. Il loro numero è cresciuto negli ultimi anni perché alcuni temi centrali del credo druido, come la venerazione della natura, sono in linea con l'ecologismo e il sempre più diffuso desiderio di tornare a una vita in sintonia con i ritmi della terra.
Il sacerdote più in alto in grado, un ex soldato che ha assunto il nome di King Arthur Pendragon, ha sottolineato ieri che «si tratta della religione indigena di queste isole: non è un nuovo culto ma una delle religioni più antiche in assoluto». Il druidismo è la prima pratica spirituale di cui si abbia memoria in Gran Bretagna. «Si crede che la disciplina druidica abbia avuto origine nella Britannia e che di là sia stata importata nella Gallia. Pertanto anche oggi coloro che desiderano conoscerla più a fondo spesso vanno in quel paese per impararla meglio» scrisse Giulio Cesare in De bello gallico.
Fu invece Plinio a descrivere i druidi come sacerdoti con lunghe tuniche bianche che portavano alla vita un falcetto d'oro per raccogliere il vischio. Un'immagine ricalcata alla perfezione da Goscinny e Uderzo quando hanno creato il personaggio del sapiente sacerdote amico di Asterix. Ora che hanno ottenuto l'ambito riconoscimento ufficiale, ai discendenti britannici dei druidi non resta che scoprire il segreto della pozione magica di Panoramix.


di Nicol Degli Innocenti

(articolo tratto da www.ilsole24ore.com)

mercoledì, settembre 29, 2010

Partigia



Dove siete, partigia di tutte le valli,
Tarzan, Riccio, Sparviero, Saetta, Ulisse?

Molti dormono in tombe decorose,
quelli che restano hanno i capelli bianchi
e raccontano ai figli dei figli
come, al tempo remoto delle certezze,
hanno rotto l'assedio dei tedeschi
là dove adesso sale la seggiovia.

Alcuni comprano e vendono terreni,
altri rosicchiano la pensione dell'Inps
o si raggrinzano negli enti locali.
In piedi, vecchi: per noi non c'è congedo.

Ritroviamoci. Ritorniamo in montagna,
lenti, ansanti, con le ginocchia legate,
con molti inverni nel filo della schiena.
Il pendio del sentiero ci sarà duro,
ci sarà duro il giaciglio, duro il pane.

Ci guarderemo senza riconoscerci,
diffidenti l'uno dell'altro, queruli, ombrosi.
Come allora, staremo di sentinella
perché nell'alba non ci sorprenda il nemico.

Quale nemico? Ognuno e' nemico di ognuno,
spaccato ognuno dalla sua propria frontiera,
la mano destra nemica della sinistra.
In piedi, vecchi, nemici di voi stessi:
La nostra guerra non è mai finita.


(da "AD ORA INCERTA", Primo Levi)

venerdì, settembre 24, 2010

La follia è l'incapacità di comunicare le tue idee



Odiò tutto ciò che le fu possibile in quel momento. Odiò se stessa, il mondo, la sedia che le stava davanti, il termosifone rotto in uno dei corridoi, le persone perfette, i criminali. Era ricoverata in una clinica per malattie mentali e poteva provare sentimenti che gli esseri umani nascondono anche a se stessi: perché tutti siamo educati soltanto per amare, per accettare, per tentare di scovare una via d'uscita, per evitare il conflitto. Veronika odiava tutto, ma principalmente il modo in cui aveva vissuto: senza mai scoprire le centinaia di altre Veronike che dimoravano dentro di lei e che erano interessanti, folli, curiose, coraggiose, audaci.
...

Aveva trascorso la vita sempre attendendo qualcosa: il ritorno del padre dal lavoro, la lettera del suo ragazzo che non arrivava, gli esami di fine anno, il treno, l'autobus, una telefonata, il giorno d'inizio e quello della fine delle vacanze. Adesso doveva aspettare la morte, la cui data era segnata.
...

Normalmente le persone muoiono proprio nel giorno in cui pensano che non moriranno.
...

Veronika aveva aperto le porte del proprio inferno personale. Odiava l'amore che le era stato dato, perché non chiedeva nulla in cambio: e questo era assurdo, irreale, andava contro ogni legge di natura.
...

Aveva sprecato la parte migliore delle sue energie, tentando di essere all'altezza dell'immagine di sé che si era creata nella mente.
...

La follia è l'incapacità di comunicare le tue idee. È come se fossi in un paese straniero: vedi tutto, comprendi tutto quello che succede intorno a te, ma sei incapace di spiegarti e di essere aiutata, perché non capisci la lingua.


(Brani tratti dal libro "Veronika decide di morire" di Paulo Coelho)

(nella foto Sarah Michelle Gellar nel film del 2009 tratto dal libro)

giovedì, settembre 16, 2010

Il mondo che vogliamo



Crediamo nella eguaglianza di tutti gli esseri umani a prescindere dalle opinioni, dal sesso, dalla razza, dalla appartenenza etnica, politica, religiosa, dalla loro condizione sociale ed economica.
Ripudiamo la violenza, il terrorismo e la guerra come strumenti per
risolvere le contese tra gli uomini, i popoli e gli stati. Vogliamo un mondo basato sulla giustizia sociale, sulla solidarietà, sul rispetto reciproco, sul dialogo, su un'equa distribuzione delle risorse.
Vogliamo un mondo in cui i governi garantiscano l'eguaglianza di base di tutti i membri della società, il diritto a cure mediche di elevata qualità e gratuite, il diritto a una istruzione pubblica che sviluppi la persona umana e ne arricchisca le conoscenze, il diritto a una libera informazione.
Nel nostro Paese assistiamo invece, da molti anni, alla progressiva e sistematica demolizione di ogni principio di convivenza civile. Una gravissima deriva di barbarie è davanti ai nostri occhi.
In nome delle "alleanze internazionali", la classe politica italiana ha scelto la guerra e l'aggressione di altri Paesi.
In nome della "libertà", la classe politica italiana ha scelto la guerra contro i propri cittadini costruendo un sistema di privilegi, basato sull'esclusione e sulla discriminazione, un sistema di arrogante prevaricazione, di ordinaria corruzione.
In nome della "sicurezza", la classe politica italiana ha scelto la guerra contro chi è venuto in Italia per sopravvivere, incitando all'odio e al razzismo.
È questa una democrazia? Solo perché include tecniche elettorali di rappresentatività? Basta che in un Paese si voti perché lo si possa definire "democratico"?
Noi consideriamo democratico un sistema politico che lavori per il bene comune privilegiando nel proprio agire i bisogni dei meno abbienti e dei gruppi sociali più deboli, per migliorarne le condizioni di vita, perché si possa essere una società di cittadini.
È questo il mondo che vogliamo. Per noi, per tutti noi. Un mondo di eguaglianza.

EMERGENCY

mercoledì, settembre 15, 2010

Bambino



Bambino, se trovi l'aquilone della tua fantasia

legalo con l'intelligenza del cuore.

Vedrai sorgere giardini incantati

e tua madre diventerà una pianta

che ti coprirà con le sue foglie.

Fa delle tue mani due bianche colombe

che portino la pace ovunque

e l'ordine delle cose.

Ma prima di imparare a scrivere

guardati nell'acqua del sentimento.


(Alda Merini)

martedì, settembre 07, 2010

Firmino



Alcuni estratti dal romanzo "Firmino" di Sam Savage.

"Durante i nostri giri d'orientamento lassù, Mamma si era lamentata a lungo con me e Luweena della nostra mancanza di gratitudine per tutto quello che lei stava facendo per noi, mostrandoci i migliori posti dove sgraffignare e scroccare. Il che era ridicolo. Dal mio punto di vista, ci aveva mostrato soprattutto un bel po' di trappole mortali - non molto di cui esserle grati. L'unica eccezione era il Rialto Theater. E per questo, ancora oggi, la mia gratitudine non ha limiti. Senza Rialto, niente desiderio. Senza desiderio, niente Bellezze, senza Bellezze... Cosa? Senza Bellezze, un roditore immalinconito dalla solitudine, al capolinea delle illusioni, che rimugina sulla natura della propria disperazione."

"C'è un passaggio nel Fantasma dell'Opera in cui il fantasma, un grande genio che vive nascosto lontano da tutti per via della sua spaventosa bruttezza, dice che quel che più desidererebbe al mondo è semplicemente passeggiare di sera sui boulevard sottobraccio a una bella donna, come un qualsiasi altro borghese. Anche se Gaston Leroux non era Un Grande, questo è, a mio avviso, uno dei passaggi più commoventi della letteratura."

lunedì, agosto 30, 2010

Altrove



Andiamo via, creatura mia,
Via verso l'Altrove.
Li ci sono giorni sempre miti
E campi sempre belli.
La luna che splende su chi
Là vaga contento e libero
Ha intessuto la sua luce con le tenebre
Dell'immortalità.
Li s'incominciano a vedere le cose,
Le favole narrate sono dolci come quelle non raccontate,
La le canzoni reali-sognate sono cantate
Da labbra che si possono contemplare.
Il tempo lì è un momento di allegria,
La vita una sete soddisfatta,
L'amore come quello di un bacio
Quando quel bacio è il primo.
Non abbiamo bisogno di una nave, creatura mia,
Ma delle nostre speranze finché saranno ancora belle,
Non di rematori, ma di sfrenate fantasie.

Oh, andiamo a cercar l'Altrove.



(Fernando Pessoa: Il violinista pazzo, 1917)

martedì, agosto 17, 2010

Scoperta una nuova Stonehenge, Un gigante di legno di 5000 anni

Sulla piana di Salisbury una struttura neolitica simile alla famosissima struttura in pietra

di Deborah Ameri

LONDRA (23 luglio) - Non è servito spostare neppure una zolla di terra. Gli archeologi moderni non assomigliano a Indiana Jones ed è bastato loro solamente un grosso radar, simile a un taglia-erba, per arrivare a una delle scoperte più eccitanti degli ultimi 50 anni: una nuova Stonehenge. A soli 900 metri dal sito di pietre neolitiche più famoso e misterioso al mondo, steso sulla piana di Salisbury, in Gran Bretagna, ricercatori delle università di Birmingham e dell’istituto Ludwig Boltzmann, in Austria, hanno individuato sotto terra un altro monumento cerimoniale, del tutto simile a quello di pietra, ma in legno.


Gli speciali macchinari della spedizione, dotati di radar in grado di penetrare gli strati di terreno, hanno delineato una fossa circolare con due aperture, le entrate, a nord-est e a sud ovest. All’interno, a una distanza regolare, si notano buche rotonde, di circa un metro di diametro, dove erano piantati enormi pali di legno. La struttura appartiene all’era neolitica come la Stonehenge originale ed è stata costruita circa 5.000 anni fa. «Si tratta di una scoperta eccezionale, che cambierà completamente la percezione del paesaggio che circonda Stonehenge - ha commentato entusiasta al Guardian il professor Vince Gaffney, dell’università di Birmingham, che ha guidato l’esplorazione - Questo è uno dei monumenti più studiati della terra, eppure c’è ancora parecchio da scoprire. Basti pensare che il 90% del terreno circostante non è mai stato scandagliato».


Il mistero delle pietre preistoriche ha affascinato gli archeologi per secoli. Secondo la teoria più accreditata il sito era usato come luogo funebre, per celebrare le esequie e sotterrare i morti. La fossa di legno, invece, sarebbe stata ad esclusivo appannaggio dei vivi. Anni fa nella zona sono stati scoperti altri circoli ornati con legno, il più famoso è Durrington Walls, a 13 chilometri dalle celebri pietre. Mike Parker Pearson, l’archeologo che da sempre se ne occupa, spiega che le strutture di legno erano in genere adibite a banchetti e festeggiamenti. Qualcuno degli studiosi, come la curatrice dell’English Heritage Amanda Chadburn, azzarda che proprio qui, nella fossa appena ritrovata, potrebbero essere stati celebrati i riti dei solstizi d’estate e d’inverno, che ancora oggi richiamano a Stonehenge centinaia di druidi moderni e curiosi.


Ma nonostante le tante scoperte eseguite recentemente (tra le quali la cava del Galles da cui provengono le pietre) Stonehenge rimane un muro impenetrabile di segreti ed enigmi irrisolti. Ancora non si sa, per esempio, chi costruì il cerchio magico. La tradizione che associa il luogo ai druidi, gli antichi sacerdoti celtici, è ormai stata demolita da parecchi studiosi. E anche sulla vera natura del sito gli esperti non concordano. Se la maggioranza sostiene che si tratti di una necropoli, altri vi riconoscono un luogo sacro al culto del sole e altri ancora, a causa della precisione matematica con la quale i megaliti sono stati disposti, un antico osservatorio astronomico.


(tratto da www.ilmessaggero.it)