mercoledì, settembre 29, 2010

Partigia



Dove siete, partigia di tutte le valli,
Tarzan, Riccio, Sparviero, Saetta, Ulisse?

Molti dormono in tombe decorose,
quelli che restano hanno i capelli bianchi
e raccontano ai figli dei figli
come, al tempo remoto delle certezze,
hanno rotto l'assedio dei tedeschi
là dove adesso sale la seggiovia.

Alcuni comprano e vendono terreni,
altri rosicchiano la pensione dell'Inps
o si raggrinzano negli enti locali.
In piedi, vecchi: per noi non c'è congedo.

Ritroviamoci. Ritorniamo in montagna,
lenti, ansanti, con le ginocchia legate,
con molti inverni nel filo della schiena.
Il pendio del sentiero ci sarà duro,
ci sarà duro il giaciglio, duro il pane.

Ci guarderemo senza riconoscerci,
diffidenti l'uno dell'altro, queruli, ombrosi.
Come allora, staremo di sentinella
perché nell'alba non ci sorprenda il nemico.

Quale nemico? Ognuno e' nemico di ognuno,
spaccato ognuno dalla sua propria frontiera,
la mano destra nemica della sinistra.
In piedi, vecchi, nemici di voi stessi:
La nostra guerra non è mai finita.


(da "AD ORA INCERTA", Primo Levi)

venerdì, settembre 24, 2010

La follia è l'incapacità di comunicare le tue idee



Odiò tutto ciò che le fu possibile in quel momento. Odiò se stessa, il mondo, la sedia che le stava davanti, il termosifone rotto in uno dei corridoi, le persone perfette, i criminali. Era ricoverata in una clinica per malattie mentali e poteva provare sentimenti che gli esseri umani nascondono anche a se stessi: perché tutti siamo educati soltanto per amare, per accettare, per tentare di scovare una via d'uscita, per evitare il conflitto. Veronika odiava tutto, ma principalmente il modo in cui aveva vissuto: senza mai scoprire le centinaia di altre Veronike che dimoravano dentro di lei e che erano interessanti, folli, curiose, coraggiose, audaci.
...

Aveva trascorso la vita sempre attendendo qualcosa: il ritorno del padre dal lavoro, la lettera del suo ragazzo che non arrivava, gli esami di fine anno, il treno, l'autobus, una telefonata, il giorno d'inizio e quello della fine delle vacanze. Adesso doveva aspettare la morte, la cui data era segnata.
...

Normalmente le persone muoiono proprio nel giorno in cui pensano che non moriranno.
...

Veronika aveva aperto le porte del proprio inferno personale. Odiava l'amore che le era stato dato, perché non chiedeva nulla in cambio: e questo era assurdo, irreale, andava contro ogni legge di natura.
...

Aveva sprecato la parte migliore delle sue energie, tentando di essere all'altezza dell'immagine di sé che si era creata nella mente.
...

La follia è l'incapacità di comunicare le tue idee. È come se fossi in un paese straniero: vedi tutto, comprendi tutto quello che succede intorno a te, ma sei incapace di spiegarti e di essere aiutata, perché non capisci la lingua.


(Brani tratti dal libro "Veronika decide di morire" di Paulo Coelho)

(nella foto Sarah Michelle Gellar nel film del 2009 tratto dal libro)

giovedì, settembre 16, 2010

Il mondo che vogliamo



Crediamo nella eguaglianza di tutti gli esseri umani a prescindere dalle opinioni, dal sesso, dalla razza, dalla appartenenza etnica, politica, religiosa, dalla loro condizione sociale ed economica.
Ripudiamo la violenza, il terrorismo e la guerra come strumenti per
risolvere le contese tra gli uomini, i popoli e gli stati. Vogliamo un mondo basato sulla giustizia sociale, sulla solidarietà, sul rispetto reciproco, sul dialogo, su un'equa distribuzione delle risorse.
Vogliamo un mondo in cui i governi garantiscano l'eguaglianza di base di tutti i membri della società, il diritto a cure mediche di elevata qualità e gratuite, il diritto a una istruzione pubblica che sviluppi la persona umana e ne arricchisca le conoscenze, il diritto a una libera informazione.
Nel nostro Paese assistiamo invece, da molti anni, alla progressiva e sistematica demolizione di ogni principio di convivenza civile. Una gravissima deriva di barbarie è davanti ai nostri occhi.
In nome delle "alleanze internazionali", la classe politica italiana ha scelto la guerra e l'aggressione di altri Paesi.
In nome della "libertà", la classe politica italiana ha scelto la guerra contro i propri cittadini costruendo un sistema di privilegi, basato sull'esclusione e sulla discriminazione, un sistema di arrogante prevaricazione, di ordinaria corruzione.
In nome della "sicurezza", la classe politica italiana ha scelto la guerra contro chi è venuto in Italia per sopravvivere, incitando all'odio e al razzismo.
È questa una democrazia? Solo perché include tecniche elettorali di rappresentatività? Basta che in un Paese si voti perché lo si possa definire "democratico"?
Noi consideriamo democratico un sistema politico che lavori per il bene comune privilegiando nel proprio agire i bisogni dei meno abbienti e dei gruppi sociali più deboli, per migliorarne le condizioni di vita, perché si possa essere una società di cittadini.
È questo il mondo che vogliamo. Per noi, per tutti noi. Un mondo di eguaglianza.

EMERGENCY

mercoledì, settembre 15, 2010

Bambino



Bambino, se trovi l'aquilone della tua fantasia

legalo con l'intelligenza del cuore.

Vedrai sorgere giardini incantati

e tua madre diventerà una pianta

che ti coprirà con le sue foglie.

Fa delle tue mani due bianche colombe

che portino la pace ovunque

e l'ordine delle cose.

Ma prima di imparare a scrivere

guardati nell'acqua del sentimento.


(Alda Merini)

martedì, settembre 07, 2010

Firmino



Alcuni estratti dal romanzo "Firmino" di Sam Savage.

"Durante i nostri giri d'orientamento lassù, Mamma si era lamentata a lungo con me e Luweena della nostra mancanza di gratitudine per tutto quello che lei stava facendo per noi, mostrandoci i migliori posti dove sgraffignare e scroccare. Il che era ridicolo. Dal mio punto di vista, ci aveva mostrato soprattutto un bel po' di trappole mortali - non molto di cui esserle grati. L'unica eccezione era il Rialto Theater. E per questo, ancora oggi, la mia gratitudine non ha limiti. Senza Rialto, niente desiderio. Senza desiderio, niente Bellezze, senza Bellezze... Cosa? Senza Bellezze, un roditore immalinconito dalla solitudine, al capolinea delle illusioni, che rimugina sulla natura della propria disperazione."

"C'è un passaggio nel Fantasma dell'Opera in cui il fantasma, un grande genio che vive nascosto lontano da tutti per via della sua spaventosa bruttezza, dice che quel che più desidererebbe al mondo è semplicemente passeggiare di sera sui boulevard sottobraccio a una bella donna, come un qualsiasi altro borghese. Anche se Gaston Leroux non era Un Grande, questo è, a mio avviso, uno dei passaggi più commoventi della letteratura."

lunedì, agosto 30, 2010

Altrove



Andiamo via, creatura mia,
Via verso l'Altrove.
Li ci sono giorni sempre miti
E campi sempre belli.
La luna che splende su chi
Là vaga contento e libero
Ha intessuto la sua luce con le tenebre
Dell'immortalità.
Li s'incominciano a vedere le cose,
Le favole narrate sono dolci come quelle non raccontate,
La le canzoni reali-sognate sono cantate
Da labbra che si possono contemplare.
Il tempo lì è un momento di allegria,
La vita una sete soddisfatta,
L'amore come quello di un bacio
Quando quel bacio è il primo.
Non abbiamo bisogno di una nave, creatura mia,
Ma delle nostre speranze finché saranno ancora belle,
Non di rematori, ma di sfrenate fantasie.

Oh, andiamo a cercar l'Altrove.



(Fernando Pessoa: Il violinista pazzo, 1917)

martedì, agosto 17, 2010

Scoperta una nuova Stonehenge, Un gigante di legno di 5000 anni

Sulla piana di Salisbury una struttura neolitica simile alla famosissima struttura in pietra

di Deborah Ameri

LONDRA (23 luglio) - Non è servito spostare neppure una zolla di terra. Gli archeologi moderni non assomigliano a Indiana Jones ed è bastato loro solamente un grosso radar, simile a un taglia-erba, per arrivare a una delle scoperte più eccitanti degli ultimi 50 anni: una nuova Stonehenge. A soli 900 metri dal sito di pietre neolitiche più famoso e misterioso al mondo, steso sulla piana di Salisbury, in Gran Bretagna, ricercatori delle università di Birmingham e dell’istituto Ludwig Boltzmann, in Austria, hanno individuato sotto terra un altro monumento cerimoniale, del tutto simile a quello di pietra, ma in legno.


Gli speciali macchinari della spedizione, dotati di radar in grado di penetrare gli strati di terreno, hanno delineato una fossa circolare con due aperture, le entrate, a nord-est e a sud ovest. All’interno, a una distanza regolare, si notano buche rotonde, di circa un metro di diametro, dove erano piantati enormi pali di legno. La struttura appartiene all’era neolitica come la Stonehenge originale ed è stata costruita circa 5.000 anni fa. «Si tratta di una scoperta eccezionale, che cambierà completamente la percezione del paesaggio che circonda Stonehenge - ha commentato entusiasta al Guardian il professor Vince Gaffney, dell’università di Birmingham, che ha guidato l’esplorazione - Questo è uno dei monumenti più studiati della terra, eppure c’è ancora parecchio da scoprire. Basti pensare che il 90% del terreno circostante non è mai stato scandagliato».


Il mistero delle pietre preistoriche ha affascinato gli archeologi per secoli. Secondo la teoria più accreditata il sito era usato come luogo funebre, per celebrare le esequie e sotterrare i morti. La fossa di legno, invece, sarebbe stata ad esclusivo appannaggio dei vivi. Anni fa nella zona sono stati scoperti altri circoli ornati con legno, il più famoso è Durrington Walls, a 13 chilometri dalle celebri pietre. Mike Parker Pearson, l’archeologo che da sempre se ne occupa, spiega che le strutture di legno erano in genere adibite a banchetti e festeggiamenti. Qualcuno degli studiosi, come la curatrice dell’English Heritage Amanda Chadburn, azzarda che proprio qui, nella fossa appena ritrovata, potrebbero essere stati celebrati i riti dei solstizi d’estate e d’inverno, che ancora oggi richiamano a Stonehenge centinaia di druidi moderni e curiosi.


Ma nonostante le tante scoperte eseguite recentemente (tra le quali la cava del Galles da cui provengono le pietre) Stonehenge rimane un muro impenetrabile di segreti ed enigmi irrisolti. Ancora non si sa, per esempio, chi costruì il cerchio magico. La tradizione che associa il luogo ai druidi, gli antichi sacerdoti celtici, è ormai stata demolita da parecchi studiosi. E anche sulla vera natura del sito gli esperti non concordano. Se la maggioranza sostiene che si tratti di una necropoli, altri vi riconoscono un luogo sacro al culto del sole e altri ancora, a causa della precisione matematica con la quale i megaliti sono stati disposti, un antico osservatorio astronomico.


(tratto da www.ilmessaggero.it)


martedì, agosto 10, 2010

Sapete che gli alberi parlano?



"Che cos'è la vita? Lo sfavillare di una lucciola nella notte. Il respiro sbuffante di un bisonte nell'inverno. La breve ombra che scorre sopra l'erba e si perde dentro il sole".
Piede di Corvo

"Lungo il cammino della vostra vita fate in modo di non privare gli altri della felicità. Evitate di dare dispiaceri ai vostri simili, ma al contrario vedete di procurare loro ogni gioia che potete".
Proverbio Sioux

"La primavera è tornata, il sole ha abbracciato la terra. Presto vedremo i figli del loro amore. Ogni seme, ogni animale si è svegliato. Anche noi siamo stati generati da questa grande forza. Per questo crediamo che anche gli altri uomini e i nostri fratelli animali abbiano il nostro stesso diritto a vivere su questa terra".
Toro Seduto

"Sapete che gli alberi parlano? Essi lo fanno! Parlano tra di loro e loro vi parleranno se solo voi li ascoltate. Il guaio dei bianchi è che loro non ascoltano! E così non hanno mai ascoltato gli indiani come non ascoltano le altre voci della natura. Ma vi assicuro, gli alberi mi hanno insegnato molto: sul tempo, sugli animali", sul Grande Spirito".
Tatanga Mani Assiniboine

"Non lasciamo che i nostri ideali ci rendano soddisfatti di noi stessi. Ognuno di noi, in scala più o meno grande contribuisce allo sfruttamento e alla distruzione della terra, allo spreco e all'inquinamento. Abbiamo semplicemente la possibilità di camminare più vicino alla Buona Strada. Non di colpo, ma tappa per tappa in questa direzione, finché non riusciamo a tornare su questo sentiero. Per coloro che sanno ascoltare, le voci parlano ancora".
Saupaquant Wampanoag

"Ovunque tra il nostro popolo si pensa che il Creatore e tutta la Creazione sono un vasto e santo mistero: ma questo mistero può parlare ai nostri cuori se noi siamo preparati e se ascoltiamo".
Saupaquant Wampanoag

"Attendetevi che i fiumi scorrano all'incontrario allo stesso modo che ogni uomo nato libero sia contento d' essere rinchiuso entro limiti precisi senza la libertà di andare dove vuole".
Capo Giuseppe

"L'uomo talvolta crede di essere stato creato per dominare, per dirigere. Ma si sbaglia. Egli è solamente parte del tutto. La sua funzione non è quella di sfruttare, bensì è quella di sorvegliare, di essere un amministratore. L'uomo non ha ne potere, ne privilegi. Ha solamente responsabilità".
Orens Lyons, Onondaga

martedì, agosto 03, 2010

Emergency riapre l'ospedale di Lashkar-gah



Cari amici,

siamo molto felici di annunciarvi che giovedì 29 luglio abbiamo riaperto il Centro chirurgico di Lashkar-Gah.
Un giornalista ci ha chiesto "Perché?". Ma la risposta la sapete già: perché è il nostro lavoro, perché quell'ospedale serve, perché è l'unica struttura gratuita nella regione, perché quell'area è teatro di una guerra sempre più violenta, perché i 70 letti delle corsie - da quando è stato aperto e fino al giorno della sua forzata chiusura il 10 aprile scorso - sono sempre stati pieni. Perché la popolazione ne ha bisogno: e noi non abbiamo bisogno di altri perché.

Ancora grazie per il vostro sostegno.
A presto,

Cecilia Strada
Presidente di Emergency

lunedì, agosto 02, 2010

Rivolta in Amazzonia: gli indios sequestrano cento operai



Occupata la centrale idroelettrica di Aripuanà, nel Mato Grosso

Gli indigeni chiedono un indennizzo per i danni e l’impatto sulla loro vita causati dalla deviazione dei fiumi

SAN PAOLO - Si sono dipinti con i colori di guerra e l'hanno iniziata. Nell'Amazzonia brasiliana è scoppiata l'ennesima rivolta di indios che vogliono difendere il loro territorio. Centinaia di indigeni hanno occupato, armati di archi e mazze, la centrale idroelettrica di Aripuanà, nel Mato Grosso, e hanno preso in ostaggio oltre cento operai.

INDENNIZZO PER LA DEVIAZIONE DEI FIUMI - Gli indigeni, che appartengono a sei etnie locali, chiedono un indennizzo per i danni e l'impatto sulla loro vita causati dalla deviazione dei fiumi della regione per costruire la centrale di Dardanelos. Una delle principali recriminazioni degli indios è che il bacino formato dalla diga sommergerà un grande cimitero tradizionale. Secondo le testimonianze raccolte dalla tv brasiliana, circa 250 indios armati e dipinti con i colori di guerra sarebbero penetrati nel cantiere di Dardanelos, minacciando i dipendenti. Cinque dirigenti sono stati rilasciati, ma gli operai del cantiere sono stati tenuti in ostaggio in attesa che inizino le trattative con l'impresa responsabile per la costruzione, iniziata tre anni fa. Il Funai, l'ente statale incaricato della protezione degli indios, farà da intermediario tra i contendenti.

26 luglio 2010(ultima modifica: 27 luglio 2010)


(da www.corriere.it/esteri)