domenica, febbraio 05, 2012

Bambole


Mentre le ideologie si estinguono
e le coscienze si disperdono
insieme ai muri crollano
le verita' di comodo
i monumenti a cosa servono?
La vera storia non la insegnano
non devo chiedere
devo far da me
la verita' sta dentro a un nylon
dimenticata in qualche oceano
sotto la buccia debole
di 10.000 regole

Ti capisco
quando dici che
rivorresti
le tue bambole...

E mi hanno sempre fatto credere (che)
nell'incertezza e' meglio prendere
ma se io prendo chi e' che da'?
Se io prendo chi e' che da'?
Ne ho visti troppi qui di oracoli
e troppe corti dei miracoli
io non vi posso credere
io non vi voglio credere...

Ti capisco
quando dici che
rivuoi indietro
le tue bambole...

Good times, bad times...
good times... bad times...

Ti capisco
quando dici che
rivorresti
le tue bambole...
Ora ha senso
quando pensi che
rivuoi indietro
le tue bambole...



(dall'Album "Radio Zombie" - 2001 - Negrita)

lunedì, gennaio 23, 2012

Divi del passato nei film di oggi, le fanta-locandine



Pulp Fiction, un film di Franklin J. Schaffner con Harry Belafonte e Kim Novak. Ma anche Trainspotting, un film di Jean-Luc Godard con Anthony Hopkins e Michael Caine e così via. Il grafico e illustratore newyorkese Peter Stults firma una serie di fanta-locandine nelle quali immagina i grandi divi e registi del passato alle prese con i film di oggi.

Copyright Peter Stults




(da http://www.repubblica.it/spettacoli-e-cultura)

domenica, gennaio 15, 2012

Il Poeta raccoglie i dolori e sorrisi


Il Poeta raccoglie i dolori e sorrisi
e mette assieme tutti i suoi giorni
in una mano tesa per donare,
in una mano che assolve
perché vede il cuore di Dio.
Ma la città è triste
perché nessuno pensa
che i fiori del Poeta
sbocciano per vivere molto a lungo
per le vie anguste della grazia.




Alda Merini, da "Alla tua salute, amore mio"

martedì, gennaio 03, 2012

La doppia vita del caro estinto




Ti puoi chiamare Vincenzo, Gennaro, Luigi o Ciro. Ma nel momento della dipartita, se sei un napoletano doc, il nome sarà sempre seguito dall'appellativo. Così il 'detto' trionfa sugli annunci funebri attaccati ai muri della città: 'o barbiere, 'o letterista, Ciocchetto, Bisciù... E c'è persino chi ringrazia dall'aldilà.






(da http://espresso.repubblica.it)

mercoledì, dicembre 21, 2011

SONO ANDATO . . .


Sono andato
alla fine della terra
sono andato
alla fine delle acque,
sono andato
alla fine del cielo
sono andato
alla fine delle montagne:
non ho trovato nessuno
che non fosse mio amico.


(Navajo)

lunedì, dicembre 19, 2011

SOS EMERGENCY


Aiutaci a non smettere

Cari amici

SOS: a tutti coloro che apprezzano il lavoro e l’esistenza di EMERGENCY, a chi crede nell’eguaglianza in dignità e diritti di tutti gli esseri umani.

Il lavoro di EMERGENCY continua ad aumentare, perché sono in crescita costante le vittime della guerra e della povertà, e curarle è insieme il nostro dovere e il nostro ruolo.

In questo momento, le nostre risorse economiche non ci consentono più di farvi fronte. Abbiamo bisogno di molti soldi per tenere aperti i nostri ospedali, i centri chirurgici per le vittime di guerra, i centri ostetrici, pediatrici, di primo soccorso, di riabilitazione. E per mantenere in vita anche i poliambulatori specialistici gratuiti che EMERGENCY ha aperto in Italia negli ultimi anni.

Vi chiediamo aiuto affinché EMERGENCY, anche nella difficile situazione di oggi, possa continuare a esistere, perché non venga interrotto uno straordinario “esperimento umano” di cura e di cultura.

SOS EMERGENCY. Grazie di raccoglierlo.

Gino Strada
Fondatore di EMERGENCY


FAI UNA DONAZIONE ONLINE

oppure

CHIAMA IL NUMERO VERDE 800.394.394


domenica, dicembre 11, 2011

SENSAZIONE


I miei pensieri sono qualcosa che la mia anima teme.
Fremo per la mia allegria.
A volte mi sento invadere da
una vaga, fredda, triste, implacabile
quasi-concupiscente spiritualità.
Mi fa tutt'uno con l'erba.
La mia vita sottrae colore a tutti i fiori.
La brezza che sembra restia a passare
scrolla dalle mie ore rossi petali
e il mio cuore arde senza pioggia.
Poi Dio diventa un mio vizio
e i divini sentimenti un abbraccio
che annega i miei sensi nel suo vino
e non lascia contorni nei miei modi
di vedere Dio fiorire, crescere e splendere.
I miei pensieri e sentimenti si confondono e formano
una vaga e tiepida anima-unità.
Come il mare che prevede una tempesta,
un pigro dolore e un'inquietudine fanno di me
il mormorio di un incalzante stormo.
I miei inariditi pensieri si mescolano e occupano
le loro interpresenze, e usurpano
gli uni il posto degli altri. Non distinguo
nulla in me tranne l'impossibile
amalgama delle molte cose che sono.
Sono un bevitore dei miei pensieri
l'essenza dei miei sentimenti inonda la mia anima...
La mia volontà vi si impregna.
Poi la vita ferma un sogno e fa sfiorire
la bellezza nel dolore dei miei versi.



(Fernando Pessoa)

sabato, dicembre 03, 2011

Perdersi nel labirinto




E' la città sotterranea di Santarcangelo di Romagna, un mondo di grotte, nicchie e stanze, ricco di fascino e di mistero. Ma attenzione a non perdervi!


Santarcangelo di Romagna supera di poco i 20mila abitanti, si trova della provincia di Rimini, al confine con la provincia di Forlì-Cesena. Si estende sul Colle Giove ed è bagnata da due fiumi, l'Uso e il Marecchia. Dal XIII sec. il comune fu dominato dalla famiglia dei Conti Balacchi, per essere poi spodestata dai Malatesta durante i primi decenni del XV sec.

Questo piccolo comune nasconde una seconda città: essa si trova sottoterra ed è costituita da un labirinto di corridoi, stanze e nicchie, la cui origine è a tutt’oggi misteriosa. Dall’interno del Colle si diramano 153 ipogei artificiali, distribuiti su 3 livelli collegati tra loro tramite pozzi e scale, a cui si accede generalmente tramite case private.

Sono state censite due tipologie differenti: la prima consiste in corridoi di 1,20 metri di larghezza e 2 metri di altezza, con nicchie laterali a “pettine”, mentre la seconda racchiude stanze rettangolari o circolari e colonne a volta o a cupola. Sul loro utilizzo esistono varie ipotesi: secondo la prima queste sarebbero state impiegate come cantina per la conservazione di vini ed alimenti, ma secondo altre sarebbe stato riduttivo, per complessità e perfezione, un uso così limitato. Ed una tale perfezione architettonica, in forme e materiali, comproverebbe la teoria del loro utilizzo come luogo di culto.

Dopotutto, sempre in Italia, è accaduto in altri casi che monaci eremiti si siano rifugiati in clausura in grotte naturali o ipogei. Ed ecco che si suppone un uso delle gallerie come mitrei, templi dedicati al Dio Mitra, ideali per percorsi iniziatici e per rituali antichi di cui sono stati tramandati miti e leggende. O forse sono stat tenuti qui culti segreti massonici, teoria che spiegherebbe le nicchie spesso in numero dispari. E le considerazion in tal senso si sprecano: la grotta simbolo dell’utero materno, le gallerie che conducono alla luce come alla vita durante il parto, il colle Giove come pancione della Terra. Ed il suo labirinto rappresenta gli enigmi della vita, alla ricerca della conoscenza.

Le grotte più misteriose sono la Grotta Contradina, la Grotta Felici e la misteriosa Grotta delle Monache. L’unico ipogeo visitabile però è quello della Grotta Contradina, prenotando una visita tramite l’ufficio IAT, Pro Loco Santarcangelo. Per un viaggio nel passato e nei più affascinanti misteri d’Italia.




(da http://viaggi.libero.it/week-end)

mercoledì, novembre 30, 2011

Labirinto verde da record


Tre chilometri di gallerie di bambù, alte 5 metri, sono già pronte. Manca ancora qualche "piccolo" dettaglio per l'inaugurazione dello straordinario labirinto.


Un labirinto in gallerie di bambù alte 5 metri e lunghe 3 chilometri. Ed un totale di sessantamila bambù impiantati. Mancano ancora diversi mesi al completamento, ma dall’alto la sua visione è già chiara. E promette lunghe passeggiate al suo interno. Sino allo sfinimento. È il labirinto più grande del mondo ed è in fase di realizzazione per iniziativa di Franco Maria Ricci. Si trova nella sua tenuta di campagna a Masone, nei pressi di Fontanellato, in provincia di Parma.

L’editore, collezionista d’arte e designer parmigiano, a 74 anni, ha dato vita alla sua grande passione, quella che lo accompagnava fin dall'infanzia. Ma l'idea di costruirne uno gli balenò quando, durante la sua visita al Kunsthistorisches Museum di Vienna e al Museo del Bardo di Tunisi, due mosaici di epoca romana, ovviamente raffiguranti due labirinti, lo colpirono. Sino a conquistarlo per sempre.

I lavori sono iniziati nel 2004, anno in cui Franco Maria Ricci vendette la sua casa editrice FMR per dedicarsi in toto al progetto della struttura dei record, con il supporto degli architetti Davide Dutto e Pier Carlo Bontempi. A distanza di sette anni il percorso botanico è ormai terminato, con numeri davvero da guinness: otto ettari di superficie coperta, tre chilometri di intricati percorsi, trenta diverse specie di bambù. Da completare ancora tutta la zona adibita alle costruzioni, che ospiterà la vastissima collezione bibliografica e artistica dell’artista, oltre che diversi spazi culturali e commerciali aperti al pubblico.

Manca ancora poco più di un anno, secondo i progetti iniziali dell’ideatore, al suo completamento. Il 2013, difatti, è un anno importante che celebrerà due importanti ricorrenze. In primis, l'anniversario della morte di Giambattista Bodoni, stampatore e direttore della tipografia reale di Parma nel diciottesimo secolo, nonché creatore del famoso carattere, di cui parla nel suo Manuale tipografico, la prima opera stampata da Ricci come editore. In secundis, si festeggia il bicentenario della nascita di Giuseppe Verdi. L'idea è quella di inaugurare il più grande labirinto mai realizzato con un omaggio ai due ispiratori del collezionista parmigiano.



(da http://viaggi.libero.it/)

martedì, novembre 15, 2011

Gufi contro la massoneria: il giallo di vicolo Facchini (Bologna)


Sono apparsi all'improvviso nel fine settimana sui muri di vicolo Facchini. Giganteschi, appollaiati su dei rami, a tratti quasi spaventosi. Nella piccola via della cittadella universitaria dove in un sabato di settembre si è discusso di quello che la città ci dice attraverso i suoi muri nell'ambito di "Bologna al muro", sono stati disegnati dei gufi, diventati il simbolo del collettivo "Distruggi la loggia".

L'apparizione dei gufi è la terza azione del collettivo, dichiarano in una mail di rivendicazione: la prima risale ai primi di settembre, quando Palazzo Bentivoglio fu tappezzato di volantini con lo stemma della storica famiglia bolognese; la seconda, pochi giorni fa, in occasione del pensionamento di Fabio Roversi Monaco, quando sono stati distribuiti rotolini con i versi di Orazio dalla sede della Fondazione Carisbo fino all'aula di Santa Lucia.

Ora è la volta dei gufi, dapprima incatenati e incapaci di volare, poi progressivamente liberi di attaccare chi ha messo loro in catene. Scrive ancora il collettivo: "Il gufo, presente anche sulla banconota da un dollaro, rappresenta il lato oscuro del potere. E' il simbolo del Bohemian club, la loggia di politici e banchieri internazionali che sta gestendo la crisi globale attraverso lo spostamento di ingenti capitali". Il proposito di "Distruggi la Loggia" è quello di "portare allo scoperto fatti cittadini che vedono le logge massoniche ed altri centri di potere continuare ad affossare la città, ormai da vent'anni asservita al denaro, intimorita dalle minacce, blandita dalle promesse".




(da http://bologna.repubblica.it/)