venerdì, marzo 04, 2011

CANTO DEI MORTI INVANO



Sedete e contrattate
A vostra voglia, vecchie volpi argentate.
Vi mureremo in un palazzo splendido
Con cibo, vino, buoni letti e buon fuoco
Purche' trattiate e contrattiate
Le vite dei vostri figli e le vostre.
Che tutta la sapienza del creato
Converga a benedire le vostre menti
E vi guidi nel labirinto.
Ma fuori al freddo vi aspetteremo noi,
L'esercito dei morti invano,
Noi della Marna e di Montecassino
Di Treblinka, di Dresda e di Hiroshima:
E saranno con noi
I lebbrosi e i tracomatosi,
Gli scomparsi di Buenos Aires,
I morti di Cambogia e i morituri d'Etiopia,
I patteggiati di Praga,
Gli esangui di Calcutta,
Gl'innocenti straziati a Bologna.
Guai a voi se uscirete discordi:
Sarete stretti dal nostro abbraccio.
Siamo invincibili perche' siamo i vinti.
Invulnerabili perche' gia' spenti:
Noi ridiamo dei vostri missili.
Sedete e contrattate
Finche' la lingua vi si secchi:
Se dureranno il danno e la vergogna
Vi annegheremo nella nostra putredine.

14 gennaio 1985


[Da Primo Levi, Ad ora incerta, ora in Idem, Opere, Einaudi, Torino 1997, vol. II, p. 615]

domenica, febbraio 20, 2011

Stonehenge è la località turistica più antica del mondo


(da www.ilgiornale.it)

Le ultime scoperte di alcuni archeologi dimostrerebbero, che un ragazzino sepolto nelle vicinanze del cerchio di pietra, circa 3500 anni fa, sarebbe cresciuto lontanissimo dall'Inghilterra. Il giovane sarebbe originario delle sponde del Mediterraneo

Il sito archeologico di Stonehenge potrebbe essere la località «turistica» più antica del mondo. Le ultime scoperte di alcuni archeologi dimostrerebbero, che un ragazzino sepolto nelle vicinanze del cerchio di pietra degli antichi druidi, circa 3500 anni fa, sarebbe cresciuto lontanissimo dall'Inghilterra. Il giovane sarebbe infatti originario di territori molto più a sud, forse addirittura delle sponde del Mediterraneo. Quello del «ragazzo con la collana d'ambra», così è stato soprannominato perché era stato sepolto con un gioiello al collo, non è nemmeno l'unico corpo trovato nei pressi di Stonehenge ad appartenere ad uno straniero.
«L'arciere di Amesbury, un uomo sepolto con un tesoro di rame ed oro la cui tomba è stata rinvenuta nel 2002, sarebbe infatti originario delle Alpi, mentre un gruppo di uomini e donne le cui tombe sono state scavate nel 2003 sarebbero originari del Galles o, addirittura, del nord della Francia». Jane Evans, l'esperta della British Geological Survey che ha identificato la provenienza degli scheletri dell'Età del Bronzo attraverso un'analisi chimica degli isotopi radioattivi presenti nei loro denti, è convinta che queste persone avevano raggiunto le sponde britanniche proprio per recarsi a Stonehenge, in una sorta di primitivo pellegrinaggio.
«Se oggi si va all'abbazia di Westminster e si guarda chi vi è stato sepolto nel corso dei secoli, quanti di questi sono londinesi? Non credo molti, perché sono stati personaggi grandi e famosi a essere sepolti all'abbazia di Westminster... Stonehenge in modo molto simile è stato un luogo di culto importante e persone di origini diverse lo visitarono e vi furono sepolte».
Il «ragazzo con la collana d'ambra» sarebbe arrivato a Stonehenge quando il cerchio di pietra era già molto antico: è stato costruito 1500 anni prima. «Ha circa 14 o 15 anni ed è sepolto con questa bella collana. La posizione della tomba, e il monile indicano che si tratta di una persona di un certo status», ha spiegato la Evans.
La scoperta spinge anche altri archeologi a rivedere la vulgata sugli spostamenti e i viaggi preistorici. «Gli studiosi per moltissimo tempo si sono opposti all'idea che vi fossero migrazioni di qualsiasi tipo in questo periodo. Ma, chiaramente, questi individui hanno viaggiato attraverso distanze enormi», ha dichiarato Mike Pitts, direttore della rivista "British Archeology".

lunedì, febbraio 07, 2011

Io sono certa che nulla più soffocherà la mia rima



Io sono certa che nulla più soffocherà la mia rima,
il silenzio l’ho tenuto chiuso per anni nella gola
come una trappola da sacrificio,
è quindi venuto il momento di cantare
una esequie al passato.


(Alda Merini, da "La Terra Santa")

sabato, gennaio 22, 2011

Quando ci avete rubato la Terra ci avete rubato il Paradiso

"Per voi uomini bianchi il Paradiso è in cielo; per noi il Paradiso è la Terra.
Quando ci avete rubato la Terra ci avete rubato il Paradiso".
Piccola Foglia

"La terra fu creata con l'aiuto del sole, e tale dovrebbe restare... La terra fu fatta
senza linee di demarcazione, e non spetta all'uomo dividerla... Io non ho mai detto
che la terra è mia per farne ciò che mi pare. L'unico che ha il diritto di disporne è
chi l'ha creata. Io chiedo il diritto di vivere sulla mia terra e di accordare a voi
il privilegio di vivere sulla vostra".
Heinmont Tooyalaket dei Nez Percés

"Il corpo muore. Il corpo è semplicemente ciò che l'anima materialmente possiede.
E' il suo involucro. L'anima prosegue la sua vita".
Susie Billie- Seminole

"Quando togliamo qualcosa alla terra, dobbiamo anche restituirle qualcosa.
Noi e la Terra dovremmo essere compagni con uguali diritti. Quello che noi
rendiamo alla Terra può essere una cosa così semplice e allo stesso tempo
così difficile come il rispetto".
Jimmie Begay - Indiano Navajo

"Non perseguitare e non deridere mai un tuo simile per la sua Religione. Rispetta invece
ciò in cui lui crede, se vuoi che lui, in cambio, rispetti te".
Tecumseh

"Tu che possiedi il giorno fallo bello. Prendi i colori del tuo arcobaleno e sarà bello".
Nootkan

"Io non ho mai rivendicato il diritto di poter fare con la terra quello che ritengo giusto.
L'unico che ha un tale diritto è colui che l'ha creata".
Capo Giuseppe

"Io sono soltanto un uomo. Sono la voce del mio popolo. Quali che siano i loro sentimenti, io dico questo. Non voglio più la guerra.
Voglio essere un uomo. Voi mi negate il diritto di un uomo bianco. La mia pelle è rossa;
il mio cuore è come il cuore di un uomo bianco; ma io sono un Modoc.
Non ho paura di morire. Non cadrò sulle rocce.
Quando muoio i miei nemici saranno sotto di me. I vostri soldati mi hanno attaccato mentre dormivo sul fiume Lost. Essi ci hanno spinto su queste rocce come un cervo ferito..."
Kintpuash (Capitan Jack) dei Modoc

Non si inizi nessun discorso senza mostrare per prima cosa umiltà.
"Io sono ignorante, un pover'uomo", è così che cominciano tutti i discorsi.
"Io non so nulla più di voi che siete seduti intorno a me, ma io vorrei offrirvi il mio umile parere".
Allen C. Quetone, Kiowa

domenica, gennaio 16, 2011

Le mie ore più felici sono quelle in cui non penso a nulla

Sapendo perfettamente come le cose insignificanti abbiano la capacità di torturarmi, evito deliberatamente il contatto con le cose insignificanti. Chi, come me, soffre quando una nuvola passa davanti al sole, come potrebbe non soffrire nell'oscurità del giorno perennemente annuvolato della sua vita? La mia solitudine non consiste in una ricerca di felicità, che non ho la forza di raggiungere; nè di tranquillità, che si ottiene soltanto se non la si è mai perduta. Ma è una ricerca di sonno, di annullamento, di piccola rinuncia.
Le quattro pareti della mia stanza disadorna sono per me al contempo prigione e lontananza, letto e bara. Le mie ore più felici sono quelle in cui non penso a nulla, in cui non voglio nulla, in cui non sogno neppure, perso in un torpore di vegetale errato, mero muschio cresciuto sulla superficie della vita. E senza amarezza assaporo l'assurda consapevolezza di non essere nulla, sapore previo della morte e della cancellazione.
No ho mai avuto qualcuno da poter chiamare "Maestro". Nessun Cristo è morto per me. Nessun Budda mi ha indicato una strada. Sulla cima dei miei sogni nessun ApoIlo e nessuna Minerva mi sono mai apparsi per illuminare la mia anima.

(Fernando Pessoa, da "Il Libro dell'Inquietudine di Bernardo Soares")

mercoledì, gennaio 05, 2011

Il superstite


A B.V.
Since then, at an uncertain hour,
Dopo di allora, ad ora incerta,
Quella pena ritorna,
E se non trova chi lo ascolti
Gli brucia in petto il cuore.
Rivede i visi dei suoi compagni
Lividi nella prima luce,
Grigi di polvere di cemento,
Indistinti per nebbia,
Tinti di morte nei sonni inquieti:
Sotto la mora greve dei sogni
Masticando una rapa che non c'è.
"Indietro, via di qui, gente sommersa,
Andate. Non ho soppiantato nessuno,
Non ho usurpato il pane di nessuno,
Nessuno è morto in vece mia. Nessuno.
Ritornate alla vostra nebbia.
Non è colpa mia se vivo e respiro
E mangio e bevo e dormo e vesto panni".

04.02.1984

(Primo Levi, da "Ad Ora Incerta")

martedì, dicembre 28, 2010

I nuovi druidi a Stonehenge per il solstizio d’inverno



In occasione del solstizio di inverno gli eredi dell’antico culto celtico dei Druidi hanno assistito al sorgere del sole tra i giganteschi megaliti di Stonehenge, situati a circa 13 chilometri a nord-ovest di Salisbury, in Inghilterra. Le nevicate non hanno impedito ai seguaci di raggiungere il sito e celebrare il momento in cui il Sole viene a trovarsi alla sua minima declinazione.

(da panorama.it)

venerdì, dicembre 24, 2010

Natale 1988


Buon Natale, Marina,
mia rondine felice
mia adorata figliola
piena di mille grazie,
che non perdoni mai
gli sprechi di denaro:
tu non perdoni
l'usura dei poeti
la loro fantascienza
e l'eterno dolore.
Se tu non mi perdoni
che debbon dire i figli
dell'interno Naviglio
sopra cui giace inerte
la nera poesia,
quelle luci lontane
il seno della colpa
e il lubrico miraggio
di un amore perduto.
Buon Natale, Marina,
per ciò che non ho avuto.

(Alda Merini)

giovedì, dicembre 16, 2010

Danzare nel vento con la Kemò-vad


Una forma di meditazione dinamica utilizzata migliaia di anni orsono dall’antico druidismo europeo rivive oggi grazie all’attività della Onlus Ecospirituality Foundation e diventa alla portata di tutti


Di forme meditative ne esistono molte e non tutte sono facili da mettere in pratica. Non solo per questioni filosofiche, ma anche e semplicemente fisiche. Restare, per esempio, seduti per molto tempo in posizione meditativa o assumere posture complicate non è da tutti. A volte manca il tempo, a volte la volontà, a volte la fiducia.

Che fare allora?
La “risposta è nel vento” recitava nei primi anni Sessanta il cantautore Bob Dylan e, ancora oggi, in vento ha qualcosa da dire. Ed è qualcosa di essenziale: ritrovare l’armonia perduta, ritrovare se stessi. Kemò-vad, non a caso, significa proprio “danzare nel vento”.

«La Kemò-vad è una tecnica che riassume in sé gli elementi della meditazione dinamica, della ginnastica olistica e della danza sacra dei Popoli naturali», spiega Rosalba Nattero, musicista e istruttrice di Kemò-vad che si adopera, insieme al team di Ecospirituality Foundation, di portare il messaggio degli antichi druidi. E sono proprio loro che, nell’antichità, attraverso «la cultura dell’antico sciamanesimo druidico proponevano l’esperienza della meditazione dinamica come atto individuale per l’attivazione delle energie interiori e per l’interazione con l’ambiente».

Come accennato, non è semplice riuscire a integrare certi concetti nella società attuale che impone ritmi sempre più frenetici e regala poco, pochissimo tempo per se stessi.
La stessa meditazione è «un concetto non facile», sottolineano all’Ecospirituality Foundation. Così come non è semplice «trasportare l’esperienza interiore della meditazione nelle vicende quotidiane di ogni giorno, ed essere sicuri di vivere il senso reale del tutto». Come detto, «i ritmi e le azioni del vissuto di ogni giorno ci costringono molte volte a sottostare a comportamenti e a esigenze che ben poco hanno a che fare con una ricchezza spirituale interiore». La Danza nel vento può offrire la possibilità di entrare in contatto con la dimensione perduta di noi, con la natura che è dentro noi e con la natura che ci circonda, e di cui facciamo parte.
«Naturalmente la Kemò-vad non è una danza vera e propria. Rappresenta una via di mezzo tra l’arte ginnica e un’arte marziale dolce, dove l’avversario non è inteso come un altro uomo ma come la possibilità di interazione con l’esistenza», precisano all’Ecospirituality Foundation.

Per comprendere meglio e conoscere questa affascinante disciplina, Giancarlo Barbadoro - fondatore della Ecospirituality Foundation Onlus, delegato ONU e rappresentante di sei organizzazioni indigene - ha pubblicato un libro dal titolo Danzare nel Vento - Armonia e benessere della Kemò-vad, Edizioni Triskel, con cui è possibile, in modo semplice e pratico, conoscere questa antica disciplina che è parte del patrimonio della tradizione celtica.
“Attraverso la Kemò-vad si può attivare e indirizzare la Korà, l’energia vitale e evolutiva interiore, verso la realizzazione della propria coscienza cosmica. Danzare nel vento per divenire aria nell’aria, per poter realizzare la dimensione alchemica della trasformazione spirituale del proprio essere interiore. Nel vento incontriamo il silenzio con cui si mostra la vera natura dell’esistenza. Un silenzio che ci fa dimenticare le problematiche del momento e ci conduce, come fanciulli, alla soglia del mistero che anima l’universo”, spiega l’autore nel libro.
Altro libro interessante per poter approfondire la cultura e la tradizione celtica è Il Cuore Antico – Keltia Editrice - scritto da Barbadoro insieme a Rosalba Nattero. Qui gli autori hanno raccolto le testimonianze e le esperienze delle antiche famiglie celtiche del Nord e Centro Europa per dare continuità alla tradizione druidica.


(articolo tratto da www3.lastampa.it/benessere/sezioni/medicina-naturale)

lunedì, dicembre 06, 2010

Solo un mano d'angelo




Solo un mano d'angelo
intatta di sè, del suo amore per sè,
potrebbe
offrirmi la concavità del suo palmo
perché vi riversi il mio pianto.
La mano dell'uomo vivente
è troppo impigliata nei fili dell'oggi e dell'ieri,
è troppo ricolma di vita e di plasma di vita!
Non potrà mai la mano dell'uomo mondarsi
per il tranquillo pianto del proprio fratello!
E dunque, soltanto una mano di angelo bianco
dalle lontane radici nutrite d'eterno e d'immenso
potrebbe filtrare serena le confessioni dell'uomo
senza vibrarne sul fondo in un cenno di viva ripulsa.

(Alda Merini)