martedì, agosto 10, 2010

Sapete che gli alberi parlano?



"Che cos'è la vita? Lo sfavillare di una lucciola nella notte. Il respiro sbuffante di un bisonte nell'inverno. La breve ombra che scorre sopra l'erba e si perde dentro il sole".
Piede di Corvo

"Lungo il cammino della vostra vita fate in modo di non privare gli altri della felicità. Evitate di dare dispiaceri ai vostri simili, ma al contrario vedete di procurare loro ogni gioia che potete".
Proverbio Sioux

"La primavera è tornata, il sole ha abbracciato la terra. Presto vedremo i figli del loro amore. Ogni seme, ogni animale si è svegliato. Anche noi siamo stati generati da questa grande forza. Per questo crediamo che anche gli altri uomini e i nostri fratelli animali abbiano il nostro stesso diritto a vivere su questa terra".
Toro Seduto

"Sapete che gli alberi parlano? Essi lo fanno! Parlano tra di loro e loro vi parleranno se solo voi li ascoltate. Il guaio dei bianchi è che loro non ascoltano! E così non hanno mai ascoltato gli indiani come non ascoltano le altre voci della natura. Ma vi assicuro, gli alberi mi hanno insegnato molto: sul tempo, sugli animali", sul Grande Spirito".
Tatanga Mani Assiniboine

"Non lasciamo che i nostri ideali ci rendano soddisfatti di noi stessi. Ognuno di noi, in scala più o meno grande contribuisce allo sfruttamento e alla distruzione della terra, allo spreco e all'inquinamento. Abbiamo semplicemente la possibilità di camminare più vicino alla Buona Strada. Non di colpo, ma tappa per tappa in questa direzione, finché non riusciamo a tornare su questo sentiero. Per coloro che sanno ascoltare, le voci parlano ancora".
Saupaquant Wampanoag

"Ovunque tra il nostro popolo si pensa che il Creatore e tutta la Creazione sono un vasto e santo mistero: ma questo mistero può parlare ai nostri cuori se noi siamo preparati e se ascoltiamo".
Saupaquant Wampanoag

"Attendetevi che i fiumi scorrano all'incontrario allo stesso modo che ogni uomo nato libero sia contento d' essere rinchiuso entro limiti precisi senza la libertà di andare dove vuole".
Capo Giuseppe

"L'uomo talvolta crede di essere stato creato per dominare, per dirigere. Ma si sbaglia. Egli è solamente parte del tutto. La sua funzione non è quella di sfruttare, bensì è quella di sorvegliare, di essere un amministratore. L'uomo non ha ne potere, ne privilegi. Ha solamente responsabilità".
Orens Lyons, Onondaga

martedì, agosto 03, 2010

Emergency riapre l'ospedale di Lashkar-gah



Cari amici,

siamo molto felici di annunciarvi che giovedì 29 luglio abbiamo riaperto il Centro chirurgico di Lashkar-Gah.
Un giornalista ci ha chiesto "Perché?". Ma la risposta la sapete già: perché è il nostro lavoro, perché quell'ospedale serve, perché è l'unica struttura gratuita nella regione, perché quell'area è teatro di una guerra sempre più violenta, perché i 70 letti delle corsie - da quando è stato aperto e fino al giorno della sua forzata chiusura il 10 aprile scorso - sono sempre stati pieni. Perché la popolazione ne ha bisogno: e noi non abbiamo bisogno di altri perché.

Ancora grazie per il vostro sostegno.
A presto,

Cecilia Strada
Presidente di Emergency

lunedì, agosto 02, 2010

Rivolta in Amazzonia: gli indios sequestrano cento operai



Occupata la centrale idroelettrica di Aripuanà, nel Mato Grosso

Gli indigeni chiedono un indennizzo per i danni e l’impatto sulla loro vita causati dalla deviazione dei fiumi

SAN PAOLO - Si sono dipinti con i colori di guerra e l'hanno iniziata. Nell'Amazzonia brasiliana è scoppiata l'ennesima rivolta di indios che vogliono difendere il loro territorio. Centinaia di indigeni hanno occupato, armati di archi e mazze, la centrale idroelettrica di Aripuanà, nel Mato Grosso, e hanno preso in ostaggio oltre cento operai.

INDENNIZZO PER LA DEVIAZIONE DEI FIUMI - Gli indigeni, che appartengono a sei etnie locali, chiedono un indennizzo per i danni e l'impatto sulla loro vita causati dalla deviazione dei fiumi della regione per costruire la centrale di Dardanelos. Una delle principali recriminazioni degli indios è che il bacino formato dalla diga sommergerà un grande cimitero tradizionale. Secondo le testimonianze raccolte dalla tv brasiliana, circa 250 indios armati e dipinti con i colori di guerra sarebbero penetrati nel cantiere di Dardanelos, minacciando i dipendenti. Cinque dirigenti sono stati rilasciati, ma gli operai del cantiere sono stati tenuti in ostaggio in attesa che inizino le trattative con l'impresa responsabile per la costruzione, iniziata tre anni fa. Il Funai, l'ente statale incaricato della protezione degli indios, farà da intermediario tra i contendenti.

26 luglio 2010(ultima modifica: 27 luglio 2010)


(da www.corriere.it/esteri)

giovedì, luglio 22, 2010

Maxi risarcimento ai nativi d'America


Un indiano Hopi dell'Arizona in abiti tradizionali


L'uomo bianco paga il debito (3,4 miliardi) coi pellerossa per i terreni espropriati 130 anni fa


Dopo centotrenta anni è resa giustizia agli Indiani d’America. Il Congresso degli Stati Uniti sta per approvare un provvedimento che prevede il maxirisarcimento di 3,4 miliardi di dollari per la confisca illegale di terreni avvenuta nel 1880. In quell’anno, il governo americano, sotto la presidenza di Rutherford B. Hayes, decide di iniziare una sistematica opera di smembramento delle terre, oltre 40 milioni di ettari in tutto il Paese, dove per secoli avevano vissuto le tribù della Grande Nazione.

Gli appezzamenti vennero divisi in lotti dai 30 ai 60 ettari di cui i «Nativi americani» rimasero solo proprietari nominali visto che lo Stato si riservava ogni diritto di gestione e di sfruttamento delle risorse minerarie, energetiche e naturali, ma anche delle attività imprenditoriali, dando in cambio un compenso, talvolta misero. In sostanza il governo degli Stati Uniti, non ritenendo gli indiani in grado di saper gestire le risorse dei propri territori, si è arrogato ogni diritto sulle loro terre, sottoscrivendo dei contratti di «sfruttamento» dei pozzi petroliferi in Oklahoma, ad esempio, delle attività immobiliari a Palm Springs e della costruzione di strade a Scottsdale in Arizona. Oltre 400 milioni di dollari (iniziali) all’anno vengono da allora ricavati dallo sfruttamento di quelle terre e finiscono nelle casse del Tesoro, nel conto «14X6039».

Ma mentre i forzieri del governo si riempiono sempre di più, le tasche degli indiani si svuotano. Negli ultimi cento anni infatti dagli archivi federali scompaiono i dati relativi ad almeno sedici milioni di ettari di terreno, in sostanza il governo non è più in grado di risalire ai proprietari e decide di sospendere il pagamento delle rendite. Dal 1915 a oggi vengono inoltre riscontrati una serie di illeciti nella gestione del dipartimento del Tesoro, degli Interni per gli affari degli Indiani, e del Minerals Management Service, la stessa agenzia finita nel mirino delle inchieste sul capo Bp.
Nel 1994 scatta una maxicausa legale, anche se i ministri degli Interni di Bill Clinton e di George W. Bush non vanno fino in fondo. Tanto che il giudice distrettuale Royce Lamberth che ha seguito il procedimento per oltre un decennio parla di «irresponsabilità del governo nella sua peggiore forma». Secondo le stime più recenti l’ammontare complessivo di fondi che non sono mai stati pagati agli indiani sarebbe di circa 150 miliardi di dollari, la stessa somma indicata nella causa giudiziaria oggi vicina alla conclusione.

A guidare la crociata dei «Nativi» è stata Elouise Cobell, membro della tribù dei Piedi Neri del Montana, la banchiera dalla pelle rossa fondatrice nel 1987 della prima banca nazionale che fa capo a una riserva indiana. Con un piccolo team legale guidato da uno specialista della finanza, Dennis Gingold, Elouise consente l’avvio di oltre 3600 cause giudiziarie; neppure la causa antitrust di Microsoft è stata così complessa per il governo Usa. Ma il suo percorso non è facile, il giudice Lamberth viene rimosso dal suo incarico per aver usato un linguaggio troppo duro nei confronti delle istituzioni, e il successore, James Robertson, stabilisce alcuni anni fa un risarcimento di appena 476 milioni di dollari, ben poco rispetto ai 48 miliardi richiesti dalle parti in causa. Il problema entra anche nella campagna presidenziale del 2008: l’allora candidato democratico Barack Obama, e il rivale repubblicano John McCain, promettono una rapida risoluzione.

Con la nuova amministrazione, i ministri della Giustizia, Eric Holder, e degli Interni, Ken Salazar, si muovono in questo senso e a dicembre si giunge all’accordo sui 3,4 miliardi di dollari: 1,4 miliardi saranno distribuiti agli indiani con assegni da 500 a 1500 dollari, due miliardi serviranno per l’acquisto delle terre dagli indiani stessi ai quali nel frattempo saranno restituite. Nessuno è però costretto a vendere. Ma proprio quando la Camera vota il provvedimento, il giudice Robertson annuncia le dimissioni. Sarà il successore Thomas Hogan a sovrintendere, in caso di approvazione del Senato, la maxiudienza finale, quella che dovrebbe sancire il varo della manovra di risarcimento rendendo giustizia dopo 130 anni agli Indiani d’America.

FRANCESCO SEMPRINI

(da LA STAMPA.it del 09.06.2010)

martedì, luglio 13, 2010

La bambina di Pompei



Poiché l'angoscia di ciascuno è la nostra
Ancora riviviamo la tua, fanciulla scarna
Che ti sei stretta convulsamente a tua madre
Quasi volessi ripenetrare in lei
Quando al meriggio il cielo si è fatto nero.
Invano, perché l'aria volta in veleno
È filtrata a cercarti per le finestre serrate
Della tua casa tranquilla dalle robuste pareti
Lieta già del tuo canto e del tuo timido riso.
Sono passati i secoli, la cenere si è pietrificata
A incarcerare per sempre codeste membra gentili.
Così tu rimani tra noi, contorto calco di gesso,
Agonia senza fine, terribile testimonianza
Di quanto importi agli dei l'orgoglioso nostro seme.
Ma nulla rimane fra noi della tua lontana sorella,
Della fanciulla d'Olanda murata fra quattro mura
Che pure scrisse la sua giovinezza senza domani:
La sua cenere muta è stata dispersa dal vento,
La sua breve vita rinchiusa in un quaderno sgualcito.
Nulla rimane della scolara di Hiroshima,
Ombra confitta nel muro dalla luce di mille soli,
Vittima sacrificata sull'altare della paura.
Potenti della terra padroni di nuovi veleni,
Tristi custodi segreti del tuono definitivo,
Ci bastano d'assai le afflizioni donate dal cielo.
Prima di premere il dito, fermatevi e considerate.

20 novembre 1978

(Primo Levi)


N.B. L'immagine è opera di Kikue Komatsu, una sopravissuta di Hiroshima. Il disegno fu eseguito nel 1975, a 30 anni dal mattino del 7 agosto 1945. Kikue ritrae quanto vide a circa 550 metri dall'epicentro dell'esplosione. Nella scritta che commenta il disegno Kikue scrive: "Mentre cercavo mia figlia, incontrai una montagna di cadaveri in una via della carneficina. La gente evidentemente era corsa per gettare la faccia nell'acqua di una cisterna, dove morirono con le braccia intorno l'uno all'altro, aggrappati al bordo della vasca. Come devono aver gridato per l'acqua! Per loro mi fa male il cuore. Unisco le mani in preghiera".

martedì, luglio 06, 2010

Le mie impronte digitali...



Le mie impronte digitali
prese in manicomio
hanno perseguitato le mie mani
come un rantolo che salisse la vena della vita,
quelle impronte digitali dannate
sono state registrate nel cielo
e vibrano insieme
ahimè
alle stelle dell'Orsa maggiore.

(Alda Merini)

lunedì, giugno 28, 2010

Dove saranno i vivi?



Mi sveglio dal mio io e, girando lo sguardo su tutto, ora pieno di vita e di umanità assuefatta, vedo che la nebbia, sgombrando completamente il cielo, eccetto quando indugia nell'azzurro di ancora non completamente azzurro, mi è entrata veramente nell'anima, e allo stesso tempo è entrata nell'interno di tutte le cose, che è la zona attraverso cui esse comunicano con la mia anima. Ho perso la visione di ciò che vedevo. Sono diventato cieco vedendo. Sento già con la banalità della conoscenza. Questa ormai non è più la Realtà: è semplicemente la Vita. Sì, la vita a cui anch'io appartengo e che appartiene a me; non più la Realtà, che appartiene solo a Dio, o a se stessa, che non contiene né mistero né verità (dato che è reale o finge di esserlo), da qualche parte esiste fissa, libera di essere temporale o eterna, immagine assoluta, idea di un'anima esterna.
Avanzo lentamente, morto, e ormai la mia visione non è mia: è solo quella dell'animale umano che ha ereditato senza volere la cultura greca, l'ordine romano, la morale cristiana e tutte le altre illusioni che formano la civiltà all'interno della quale io percepisco.
Dove saranno i vivi?

(dal Libro dell'Inquietudine di Bernardo Soares, Fernando Pessoa)

lunedì, giugno 21, 2010

Il Grande Spirito parla al nostro cuore



IL VECCHIO - Sandoval, Hastin Tlo'tsi hee, Navajo
da: "Il Grande Spirito parla al nostro cuore" Ed. Red

Voi mi guardate e voi non vedete in me che un brutto vecchio, ma interiormente, io sono colmo di una grande bellezza.
Sono seduto in cima a una montagna e guardo al futuro.
Vedo il mio popolo e il vostro popolo che vivono insieme.
In avvenire il mio popolo dimenticherà il modo di vivere dei suoi antenati, a meno che non l'apprenda dai libri dell'uomo bianco.
Quindi voi dovete scrivere ciò che vi dico e farne un libro affinché le generazioni a venire possano conoscere questa verità.

ALL'ALBA, SEDUTA NELLA CASA PATERNA

Siedo tranquilla, nell'alba;
una piccola casa alle
dighe del Missouri.
Un coyote muove furtivo
verso il bosco, come me
insonne, colpevole e
guardingo. Gli uccelli
commentano il suo
passaggio.
Giovani cavalieri Indiani
sono qui per prendere il
ronzino di mio padre, da
usare come cavallo da
soma al locale rodeo.
Sto bene. Il sole si leva.

LA VOCE INDIANA

Io sono la Voce Indiana.
Voglio che mi sentano in tutti i nostri territori.
Da duecento anni sono prigioniero di guerra
nella mia terra.

Sono prigioniero dell’odio e dell’avidità,
della menzogna e del pregiudizio,
dell’indifferenza e dell’ignoranza,
dell’ingiustizia
degli uomini che schiacciarono
con la forza del loro numero me e il mio Popolo,
da quando scesero sulle mie spiagge
e invasero la mia terra nativa.

Imposero a me
la loro società, la loro religione, le loro leggi,
ed è per questo che la mia gente
ora è ridotta a meno di quanto era,
quando con false promesse vennero
per la prima volta sulle nostre spiagge.

Io sono la Voce Indiana collettiva
e grido forte dalle milioni di tombe
di spiriti senza pace
e milioni sono le grida che si alzano
e chiedono:
Dov’è il mio futuro?
A chi appartiene?
Appartiene al mio Popolo?
Ci sarà felicità sulla terra
Che per diritto è mia?

LUNA NUOVA

La luna nuova,una canoa,una piccola canoa d'argento,
naviga e naviga fra gli indiani dell'ovest.

Un cerchio di volpi argentate, una nebbia di volpi
argentate, stanno e stanno intorno alla luna indiana.

Una stella gialla per un corridore, e liti di stelle
azzurre per molti corridori,mantengono una linea di sentinelle.

O volpi, luna nuova,corridori,voi siete la sella
della memoria, bianco fuoco che scrive
questa notte i sogni dell'Uomo Rosso.

Chi siede, con le gambe incrociate e le braccia piegate,
guardando la luna e i volti delle stelle dell'ovest?

Chi sono i fantasmi della valle del Mississippi,
con le fronti di rame, che cavalcano robusti pony nella notte?
Senza briglie le braccia sui colli dei pony,
cavalcando nella notte, un lungo, antico sentiero?

Perchè essi ritornano sempre quando,
quando le volpi argentate siedono intorno alla luna nuova,
un bimbo d'argento, nell'occidente indiano?

lunedì, giugno 14, 2010

Spazio spazio, io voglio, tanto spazio



Spazio spazio, io voglio, tanto spazio
per dolcissima muovermi ferita:
voglio spazio per cantare crescere
errare e saltare il fosso
della divina sapienza.
Spazio datemi spazio
ch’io lanci un urlo inumano,
quell’urlo di silenzio negli anni
che ho toccato con mano.

(Alda Merini, da "Vuoto d'amore")

martedì, giugno 08, 2010

Principi del Druidismo



1. Onorare gli antenati:
ricordarsi dove siamo arrivati, delle nostre radici famigliari. Trarre forza dal passato dei nostri avi, dagli insegnamenti del passato. Celebrare con gli spiriti dei nostri Avi.

2. Rispettare la parola data:
Mantenere fede a quello che viene detto, non dire di fare qualcosa che poi non puoi mantenere. Dare valore a ciò che si dice e alle promesse che si fanno. Impegnarsi nel mantenere le proprie promesse.

3. Coerenza delle proprie idee:
Diretto rapporto tra pensiero e azione e coerenza fra le due cose. Credere nelle proprie convinzioni.

4. Amore per la natura:
Rispetto per la natura in tutte le sue forme: animali e vegetali.

5. Credere negli spiriti:
Conoscere la dimensione non ordinaria e i suoi abitanti. Lavorare con gli spiriti, con le forze sottili, con le energie spirituali. Avere chiarezza prima di fare qualsiasi lavoro con loro e conoscerli prima di utilizzare il loro potere.

6. Rispetto per gli anziani che insegnano:
Rispetto non significa sudditanza, ma dare il giusto valore a chi dona agli altri la propria conoscenza, specialmente a chi da tempo ha intrapreso il sentiero della conoscenza druidica.

7. Consapevolezza:
Accettare la tradizione. Sapere cosa si fa, i simboli, i costumi.

8. Amore per la storia:
Guardare al passato per costruire il futuro.

9. Conoscenza e rispetto dei principi naturali:
Armonizzarsi con le stagioni, le fasi lunari, solari, tutta la ruota dell’anno.

10. Celebrare l’armonia:
Non professare il caos o rendere disarmonico un rapporto tra cose e persone.

11. Rispetto per se stessi e amore per il proprio corpo:
No all’autolesionismo, noi siamo quello che mangiamo e beviamo, cura del corpo. Volersi bene e avere stima di sè stessi. Evitare dipendenze sia mentali che corporali che possono danneggiarci. Evitare l’eccesso sia eccedente che anteposto.

12. Ecologia dell’ambiente:
Mettere in pratica in base alle proprie possibilità, più regole ecologiche possibili e lavorare attivamente per lo sviluppo della scienza ecologica e per la salvaguardia dell’ambiente. Lavorare per la rieducazione ambientale.

13. Amore per la giustizia:
Combattere la menzogna e la falsità. Rispetto per le regole.

14. Amore per le storie e la mitologia:
Studio e analisi delle leggende per la codifica delle tradizioni celtiche e druidiche. Sottolineando l’aspetto territoriale locale.

15. Amore per la bellezza:
Amore per l’arte, l’armonia, la bellezza interiore ed esteriore, il macro e il microcosmo, le arti figurative.

16. Amore per la vita:
I druidi celebrano la vita e non la morte e cercano di proteggerla, ma soprattutto celebrano il cerchio della vita seguendo il ciclo: mattino, giorno, tramonto.

17. Rispetto reciproco e delle diversità:
I druidi non fanno distinzione di razza e sessualità ed è concessa la libertà di pensiero e di parola.

18. Riti di passaggio:
Sacralizzare e celebrare i solstizi e le quattro feste del fuoco, ma anche i riti di passaggio della vita dell’uomo: nascita, unione, morte.

19. Riconoscere il valore:
Riconoscere il lavoro degli altri e rispettarlo.

20. Rispetto per l’uguaglianza:
Il druidismo moderno è un organo circolare e non piramidale.

(da www.druidismo.altervista.org)